Sono passati 31 anni da quando il regista Federico Fellini è stato insignito dell’Oscar alla Carriera concesso dall’Academy che, il 28 marzo 1993, gli concedeva il premio – consegnato direttamente dagli attori Sophia Loren e Marcello Mastroianni – nella prestigiosa location del teatro Dorothy Pavillon di Los Angeles.
Considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema, la sua lunga carriera è costellata di numerosi film indimenticabili per generazioni e generazioni di spettatori, basti pensare a I vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8½, Giulietta degli spiriti, Amarcord, in cui è evidente la sua cifra registica pullulante di una verve malinconica ma, a tratti, satirica e capace di tratteggiare la realtà del presente.
Passando dalla radio alle prime esperienze nel mondo cinematografico, si cimenta ben presto nell’ambito registico, esordendo come regista nel 1950 con Luci del varietà assieme ad Alberto Lattuada, per poi giungere alla sua maturazione espressiva con l’utilizzo del colore per la prima volta nel lungometraggio Giulietta degli spiriti del 1965.
Il 1960 è una data simbolo, coincidente con l’uscita nelle sale del film La dolce vita, capolavoro che, scevro dagli schemi tradizionali, riflette e ripercorre il clima di decadenza morale e di benessere economico attinente alla società italiana del tempo. La presenza dei protagonisti Marcello Mastroianni e di Anita Ekberg, due icone del cinema italiano e internazionale, ha contribuito a consacrare nella memoria collettiva i sentimenti di affezione del pubblico nei confronti della pellicola cinematografica, come mostra la celebre scena del bagno nella Fontana di Trevi, uno degli esempi di originalità, profondità registica e umoristica di Fellini che ha influenzato notevolmente i cineasti contemporanei.