Édouard Manet, nato a Parigi il 23 gennaio 1832, è stato un pittore francese che ha contribuito a dar vita alla corrente artistica dell’Impressionismo, aprendo la strada ad una pittura basata sulla realtà e sugli aspetti fuggenti della vita umana e collocando la sua arte tra Realismo e Impressionismo.
Nell’anniversario della nascita del pittore, ricordiamo l’Impressionismo come un movimento che ha origine principalmente negli anni Sessanta dell’Ottocento, grazie ad un gruppo di giovani artisti intenti a ricercare e a trasmettere sulla tela l’attimo fuggente di un momento specifico della giornata, come emerge nell’opera “La Cattedrale di Rouen” di Monet, un’impressione di paesaggio o una specifica percezione data dalla bellezza della natura.
L’ambiente naturale, infatti, funge da cornice a tutte le opere degli impressionisti e lo stesso nome del movimento affonda le sue radici nel dipinto dell’artista Claude Monet “Impressione, Levar del sole”.
Manet, che oscilla tra “carpe diem” e Realismo, rappresenta scorci di vita reale di Parigi e dà voce e luce anche a persone poste ai margini della società, dando loro enorme importanza.
Punto di riferimento per numerosi artisti, tra i quali Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, il pittore, nell’opera “Le déjeuner sur l’herbe” conservata al Musee d’Orsay di Parigi, sancisce uno stile innovativo, realistico e ispirato ai modelli del passato: ad esempio, “La colazione sull’erba” rievoca le suggestioni dell’opera “Concerto campestre” di Tiziano. Il quadro di Manet, che rappresenta un nudo femminile sullo sfondo paesaggistico durante un pic nic, mette in luce la tendenza degli impressionisti di dipingere en plein air, privilegiando i colori puri e i netti contrasti tra luce e ombra.
La maturazione pittorica di Manet raggiunge il suo acme nell’opera “Il Bar delle Folies-Bergére”, dove Realismo e Impressionismo si fondono in uno sguardo realistico sulla società, nella cura per la natura e nell’attenzione alla caratterizzazione psicologica dei personaggi, mettendo in luce la distanza e la solitudine della donna al centro del quadro, in contrapposizione con il vociferare gioioso della clientela nel bar.
L’arte di Manet, dunque, con la sua influenza sulla generazione di artisti successivi, è impreziosita dal legame con la realtà e con l’incessante fluire della vita, confluiti in uno sguardo pittorico più che mai attuale.

In una figura, cercate la grande luce e la grande ombra, il resto verrà da sé.” (E. Manet)