Nella giornata internazionale della solidarietà umana, celebrata ogni 20 dicembre, si ricorda uno dei valori fondamentali per la sfera relazionale e socio-culturale degli esseri umani, cioè la solidarietà.
Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005, la ricorrenza vuole essere un motivo di incontro e confronto tra tutti i popoli, un monito a collaborare per obiettivi comuni, sostenendo anche soluzioni per questioni per lo più attuali come la fame nel mondo e il problema della povertà. A tale proposito, dal 2002 l’Assemblea Generale, che ha istituito il Fondo mondiale per la solidarietà, ha incentivato azioni atte a porre un freno alla povertà dilagante nel mondo e a promuovere la cooperazione umana e sociale tra i popoli e i paesi in via di sviluppo, soprattutto nelle zone in difficoltà, come in Ucraina, in Afghanistan, in Congo.
Il valore della solidarietà è universale, richiama l’impegno di tutte le persone del mondo per poter affrontare le emergenze umanitarie e le sfide globali – ambientali, sociali ed economiche -, garantendo l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la promozione dei diritti umani e la tutela dell’ambiente anche in quelle zone dove, tuttora, molti bambini e adulti vedono i propri diritti negati.
Si tratta di un valore che supera ogni limite e ogni differenza, geografica, culturale o etnica, dal momento che, in virtù dei principi di unità e armonia su cui si basa l’ONU, la cooperazione internazionale richiede collaborazione e condivisione, partecipazione e assistenza. È una missione che richiama l’attenzione dell’intera umanità e che smuove le coscienze di tutti i cittadini circa il loro ruolo nella società e la loro responsabilità nell’aiutare il prossimo e nel porre le basi per un cammino più limpido, sereno ed equilibrato per tutti.