
“Ora serve un maggiore coinvolgimento dell’Unione Europea nel Medio Oriente, e in particolare nella costruzione dello Stato Palestinese”.
L’alto rappresentante della Politica Estera Ue Josep Borrell, intervenuto al termine del Consiglio Affari Esteri, ha sottolineato la necessità di un coinvolgimento maggiore di tutta l’Unione Europea, per trovare una soluzione efficace al conflitto in Medio Oriente, avvisando che: “Se non si troverà una soluzione ora, vivremo un ciclo di violenza che si perpetuerà di generazione in generazione”. Borrell, a breve si recherà per la prima volta dall’inizio della guerra, nei territori di Israele e Hamas, per discutere di assistenza sanitaria e intraprendere dialoghi con i leader regionali. I civili israeliani, viste le ondate crescenti di violenza e bombardamenti, cercano rifugio lontano dalla guerra e nelle zone limitrofe. A Cipro, che dista poco meno di un’ora di volo, circa mille persone, arrivano quotidianamente. Dal 7 ottobre, circa 16mila persone, soprattutto donne e bambini traumatizzati e affamati, hanno trovato un rifugio, anche grazie all’accoglienza temporanea del rabbino capo dell’isola; Arie Zeev Raskin. Il ministro degli esteri Constantinos Kombos, nel caso in cui il conflitto non venga fermato in tempi rapidi, ha evidenziato la possibilità di uno scenario di esodo di massa delle popolazioni direttamente interessate dal conflitto, ipotizzando circa 100mila persone in fuga verso luoghi “sicuri”.