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Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, i rappresentanti degli Usa, avevano approvato lo sblocco dei fondi del Venezuela presenti all’estero con l’obiettivo di destinarli a progetti umanitari.

Gli Stati Uniti, hanno annunciato la ripresa dell’espulsione dei migranti che proverranno dal Venezuela (a seguito di un accordo avvenuto con il governo venezuelano stesso). I Rapporti diplomatici tra i due paesi, si erano interrotti nel 2019 a seguito della crisi politica iniziata nel 2018 -con la vittoria considerata illegittima da numerosi paesi dell’Occidente e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite stessa-, del presidente Nicolas Maduro. Il presidente degli Stati Uniti di allora, Donald Trump, impose l’embargo nei confronti del Venezuela. Dal 2019, con la crisi economica che investì il Venezuela, iniziò un esodo di massa soprattutto verso il Centro America entrando, così, illegalmente negli Usa. Il Dipartimento di stato americano, sempre nello stesso anno, fissò una taglia per l’arresto del presidente Maduro (accusato di narcoterrorismo), da 15miloni di dollari. Con l’arrivo dell’amministrazione Biden, gradualmente i rapporti sono stati ristabiliti, fino a condurre all’accordo sulla deportazione dei migranti venezuelani (arrivati dal 31 luglio ad oggi), decisione necessaria soprattutto se vengono presi in considerazione gli ultimi mesi di quest’anno, in cui gli afflussi di migranti illegali tramite il confine con il Messico, ha portato oltre 200 mila migranti solo nel periodo di settembre.