Il settore dei videogiochi è sicuramente uno dei più floridi nel vasto mercato dell’intrattenimento. Ormai non si parla più di semplici attrazioni nate per il diletto, in quanto da alcuni anni il gaming è entrato a far parte anche di una dimensione competitiva, che ha contribuito a generare maggiori indotti. I numeri sono effettivamente da capogiro e l’utenza cresce a vista d’occhio, ma sembra che il bello debba ancora venire: negli ultimi mesi del 2023 i giochi della PS5 sono stati i più venduti nel Regno Unito e questo significa che le console moderne stanno finalmente iniziando a ricoprire un ruolo eminente a 2 anni di distanza dalla loro uscita. Circa il 45% dei consumatori preferisce passare ormai ai macchinari più potenti e nel prossimo futuro i dati al riguardo aumenteranno sicuramente. 

Il mondo dei videogame ha creato molti posti di lavoro in più negli ultimi anni ed è diventato un vero e proprio fenomeno culturale, che abbraccia più generazioni e impegna soprattutto i più giovani. Secondo i report statistici, entro dicembre il fatturato mondiale dei videogiochi dovrebbe superare quota 200 miliardi di dollari. Anche in fase di stanca, d’altronde, le flessioni sono appena superiori all’1%. Insomma, il divertimento è garantito a lungo per gli amanti del gamepad. 

Oggi circa metà della popolazione mondiale gioca almeno di tanto in tanto con console o dispositivi mobile. Questi ultimi, in particolare, hanno allargato sensibilmente il portfolio di titoli a disposizione. Basti pensare ai giochi come le slot machine o ai più classici giochi di carte che una volta venivano praticati solo dal vivo e che da qualche tempo godono di trasposizioni digitali che finiscono sugli store, alla stregua dei veri e propri videogiochi, anch’essi disponibili sulle piattaforme portatili. Molti dei titoli più gettonati che escono sulle grandi console, infatti, vengono convertiti anche per l’utenza abituata a giocare solo dal cellulare. Parliamo pur sempre di 3 miliardi di videogiocatori e non sorprende che non tutti si prendano la briga di dotarsi di console e controller per poi sottoscrivere abbonamenti a servizi e quant’altro. Inutile negarlo: se oggi il mercato del gaming vale molto il merito va anche al mobile. Il discorso si estende anche all’Italia. 

Nel Belpaese oltre 10 milioni di persone giocano da smartphone, tablet e altri dispositivi portatili, mentre circa 7 si affidano a computer e console domestiche. Solo in Italia il giro di affari legato ai videogiochi supera i 2 miliardi euro annui, come testimoniato dalle rilevazioni di IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association), associazione di categoria del gaming istituita all’alba del terzo millennio. A quanto pare è soprattutto la vendita di software ad andare per la maggiore, dato che da solo presenta un valore di 1,8 miliardi di euro. I generi videoludici più interessati sono quelli che riguardano i giochi di ruolo, quelli sportivi e d’azione. 

Nel complesso, almeno il 35% della popolazione italiana usufruisce più o meno abitualmente dei videogiochi. Circa la metà dell’utenza, al contrario di quanto si potrebbe pensare, è composta da videogiocatrici. Le fasce d’età nelle quali vengono individuati più gamer sono comprese tra i 15 e i 24 anni e tra i 45 e i 64. In media, si spendono 9 ore a settimana davanti ai videogiochi: un dato in crescita rispetto ad un paio di anni fa. Il coinvolgimento dell’Italia nel vasto universo videoludico non si limita solo a questi numeri: nel nostro Paese sono quasi 1.700 i professionisti impiegati nel settore, come rivelato dal rapporto “Io sono cultura 2021” di Fondazione Symbola, Unioncamere e Regione Marche. Si tratta di persone che lavorano da anni nel campo della tecnologia, dell’arte e del design. Sì, si può affermare che i videogiochi alimentino non poco il mondo del lavoro: oltre 1.200 professionisti hanno infatti meno di 36 anni… 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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