Oggi si apre il processo davanti alla Corte d’Assise per l’omicidio di Laura Ziliani da parte del trio (Mirto Milani, Paola e Silvia Zani) accusato e reo confesso dell’omicidio dell’ex vigilessa Laura Ziliani. Un delitto brutale, studiato nei minimi particolari e scatenato da un movente che all’inizio sembra essere di natura economica, visto che Laura insieme alle figlie era comproprietaria di diversi fabbricati e terreni.

La scomparsa dell’ex vigilessa avviene la sera dell’8 maggio 2021: con l’occasione della “festa della mamma” Laura va a casa delle due figlie dove ci sarà anche Mirto, fidanzato di Silvia dopo scompare misteriosamente. Il giorno seguente le due sorelle allertano le forze dell’ordine dicendo che la loro madre, uscita per un escursione non era più rientrata non rispondendo nemmeno al cellulare.
Da qui partono le ricerche mentre Paola e Silvia lanciano vari appelli in TV.
Il 26 maggio viene ritrovata una scarpa, che la figlia ammette essere della madre vicino ad un torrente e alcuni giorni dopo anche l’altra scarpa con un paio di jeans vengono recuperati.
Iniziano i primi sospetti da parte degli inquirenti verso Mirto e le due figlie della donna scomparsa: la posizione ed il luogo dove vengono ritrovati gli oggetti suggeriscono che non sia stato un incidente e grazie alle celle telefoniche, vengono tracciati i vari movimenti del trio che risultano essere sempre sul luogo del ritrovamento delle scarpe e i jeans.
Dopo due mesi, il cadavere di Laura viene ritrovato all’argine di un fiume; l’esame dell’autopsia rivela che la donna è morta per soffocamento dopo essere stata narcotizzata.
Il 24 settembre 2021 Silvia, Paola e Mirto finiscono in manette con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Nella ricostruzione del caso, spunta fuori anche la terza sorella, soggetto disabile e in tutto dipendente dalla madre, che con la sua testimonianza fornisce nuovi elementi alla procura delineando un rapporto difficile tra sua madre e le due sorelle.
Mirto, secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo chiave nell’omicidio e a maggio 2022 chiede di essere ascoltato dagli inquirenti confessando di aver ucciso insieme alle due sorelle Laura Ziliani. Dopo la sua confessione, anche Silvia e Paola confermano quanto detto da Mirto. Dalle varie dichiarazioni dei tre imputati viene infine confessato il movente: “temevamo volesse ucciderci”; con questa frase una delle due figlie della vittima racconta che per paura che la madre si volesse liberare di loro avrebbero compiuto l’omicidio e per farlo, insieme a Mirto, già due anni prima avrebbero preso spunto da alcune serie TV e da alcune notizie che trattavano di veleni.
Nel racconto dell’omicidio a Laura viene fatto mangiare un muffin con dentro benzodiazepine, stordita viene poi strangolata.
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