In occasione della Festa del Cinema di Roma viene presentato il film January di Viesturs Kairišs, nella sezione Progressive Cinema.
È la storia di Jazis, un giovane diciannovenne, aspirante direttore della fotografia, alle prese con le proteste contro il tentativo di presa del potere da parte dell’esercito sovietico. Il clima gelido della Lettonia e il crollo del suo sistema politico si intrecciano ai sogni gentili di un gruppo di ragazzi, formato da Jazis e dai suoi amici Anna e Zeps, che inseguono il sogno di fare film, in cerca di sé stessi e della libertà.
Appaiono scene riguardanti l’invasione dei carri armati sovietici pronti a reprimere l’indipendenza dichiarata dalla Lettonia e tanti momenti storici chiave che ruotano attorno all’indipendenza della Lettonia e alla storia dell’Europa orientale.
Ci sono tanti rimandi al cinema di Bergman, di Tarkovskij e di Jim Jarmusch, al sentimento di giovinezza, di libertà d’espressione, della Nouvelle Vague e della Nová Vlna.
Kairišs rende anche omaggio alla figura carismatica di Juris Podnieks, uno dei più promettenti registi lettoni, morto a quarantadue anni nel 1992.
Tutta l’atmosfera è malinconica, con colori annebbiati e freddi, così da evocare il sentimento di estraneità del protagonista e del suo gruppo di giovani amici e, nello stesso tempo, il desiderio di libertà che si esprime attraverso la cinepresa: Jazis cammina e filma tutto quello che accade, anche mettendo a repentaglio la sua vita.
Il film è dedicato a tutti i registi che sono morti nel tentativo di filmare le loro storie.