Oggi è la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, istituito nel 2003 per sensibilizzare le persone riguardo alla prevenzione del suicidio.
È promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità insieme alla Federazione mondiale per la salute mentale e all’Associazione Internazionale per la Prevenzione al Suicidio. Secondo il report dell’OMS sulla salute mentale pubblicato nel 2014, nessuno stato con il reddito basso aveva una strategia nazionale per la prevenzione al suicidio e, parimenti a quanto riporta l’International Association for Suicide Prevention (IASP), associazione internazionale affiliata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) cioè l’organizzazione chiave che si occupa della prevenzione dei suicidi, ogni anno nel mondo il suicidio è tra le prime cause di morte per persone di tutte le età, soprattutto tra i ragazzi di 15/19 anni. Inoltre, non meno importanti sono gli effetti negativi che ti ripercuotono sui cosidetti “survivor”, cioè tutte le persone che ne vengono colpite di riflesso (amici, parenti, colleghi).
Il filo conduttore passa dall’ideazione suicidari, filtrata attraverso pensieri, idee suicide, piani di suicidio, a gesti autolesivi, fino ad arrivare, in casi estremi, al tentato suicidio e alla morte per suicidio.
Nell’epoca covid e post covid, soprattutto, sono state incentivate iniziate volte alla prevenzione e alla cura dell’integrità della persona. La salute mentale è ugualmente importante allo stesso modo di quella fisica.