Le parole del sociologo Bauman risuonano ancora oggi, inserendosi nel contesto odierno caratterizzato dalla convergenza mediatica, parimenti al pensiero di Jenkins: un mondo individualizzato, incerto, transitorio, vulnerabile, soggetto al cambiamento e, quindi, in costante divenire, nel quale siamo tutti (s)connessi. Essere “moderni”, secondo Bauman, significa essere “in divenire”.
Nell’opera Modernità Liquida, scritta nel 2003, Bauman analizza l’esperienza umana, la “società liquida come l’esperienza individuale e le
relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e
ricomponendo rapidamente, in modo
vacillante e incerto, fluido e volatile”. Tale concezione sociologica concepisce la società e le sue relazioni segnate da strutture precarie e volitive, destinate a deteriorarsi. Sicchè anche i legami amorosi sono caratterizzati dalla paura della perdita, dal senso di solitudine ed estraneazione, sentimenti insiti nell’animo dell’uomo moderno.
“Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo soggettivismo – afferma Umberto Eco a proposito di Bauman – ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, incentivando una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Si perde la certezza del diritto e le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono l’apparire a tutti costi, l’apparire come valore e il consumismo.” Mentre nell’età moderna la vita poteva essere basata su una solida costruzione, oggigiorno, invece, ogni aspetto è precario. Bauman sostiene che l’incertezza che attanaglia la società deriva dalla trasformazione dell’uomo da produttore a consumatore, a prosumer. Sicchè tutto si trasforma in merce e l’essere umano, che perde la propria identità, viene inghiottito nella transitorietà degli eventi e nell’incertezza.
“La vita si vive nell’incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario. Ogni decisione è condannata a essere arbitraria; nessuna sarà esente da rischi e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi. Per ogni argomento a favore di una scelta si trova un argomento contrario non meno pesante.”