È imponente la partecipazione alla manifestazione ‘Mai più fascismi’, organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil in forma unitaria in risposta all’assalto di manifestanti di estrema destra alla sede del sindacato dei lavoratori di corso d’Italia.
È partito da piazza dell’Esquilino a Roma il corteo dei sindacati e delle forze politiche e sociali antifasciste. Il leader della Cgil Maurizio Landini è arrivato tra gli applausi alla testa del corteo. Due gli striscioni che aprono la manifestazione. ‘La Cgil resiste’, recita il primo. Poco distante il secondo: ‘Noi coi fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile’. La folla si è poi spostata verso piazza San Giovanni, sede della manifestazione.Quando iniziano i primi interventi dal palco, Piazza San Giovanni appare piena: il corteo partito da piazza dell’Esquilino continua a defluire. Tanti gli slogan, migliaia le bandiere che sventolano nel pomeriggio mite della Capitale. Carla Pucci, pensionata, è la prima a prendere la parola, per ricordare “anni di lotte e di conquiste” che sorreggono oggi la richiesta di “impegni per la sanità pubblica, risorse e fine del precariato”, dice tra gli applausi. C’è spazio anche per l’isolata manifestazione di dissenso di un militante di destra: sfila in direzione contraria al corteo e sventola il tricolore. Nella splendida piazza San Giovanni a Roma accomunata dall’appello ‘Mai più fascismi‘ il numero uno di corso Italia si presenta in cravatta rossa. “È la prima volta che la porto a un comizio” ammette con i cronisti. La cravatta rossa come i leader della sinistra. Il tono del discorso ai 100mila manifestanti è schiettamente politico.La condanna unanime del “fascismo violento” è la premessa di un ragionamento che ha come interlocutore il Governo. “Siamo più di 100mila”. Lo ha detto Pierpaolo Bombardieri, segretario della Uil, dal palco di piazza San Giovanni. “Nelle nostre sedi e nelle nostre piazze non c’è spazio per fascisti e violenti. Questa è un’occasione per ricostruire l’unità del Paese esattamente come è stato per la resistenza”, il fascismo si sconfigge con la conoscenza e la cultura. Il fascismo era un regime ma con un consenso di massa”. Un sistema istituzionale basato “sulla logica dell’uomo solo al comando”, ricorda il segretario della Cgil. “La lotta al fascismo si fa innanzitutto estendendo la democrazia e la partecipazione, a partire dalla comprensione dei bisogni popolari nel paese”, il fascismo si sconfigge con la conoscenza e la cultura. Il fascismo era un regime ma con un consenso di massa”. Un sistema istituzionale basato “sulla logica dell’uomo solo al comando”, ricorda il segretario della Cgil. “La lotta al fascismo si fa innanzitutto estendendo la democrazia e la partecipazione, a partire dalla comprensione dei bisogni popolari nel paese”, Conclude Landini. Un momento di intensa condivisione umana,politica e sociale che ci evidenzia come tutti fratelli uniti contro scempi di Violenza e Fascismo Milano Michele