“L’agenzia deve fungere da strumento di raccordo tra il sistema produttivo e il mondo della ricerca- ha sottolineato Ciarla- operando in particolare nell’adattamento e nel trasferimento dell’innovazione di processo e di prodotto per la transizione verso sistemi alimentari sostenibili. Innovazione e sostenibilita’ possono essere sempre piu’ collegate virtuosamente e l’una puo’ essere alimentata dall’altra”.
L’innovazione svolge un ruolo fondamentale nella strada verso la sostenibilita’ e “la nuova frontiera e’ rappresentata dall’Agricoltura 4.0, che consiste nell’applicare al settore le innovazioni di Industria 4.0: digitalizzazione, geolocalizzazione, connessione in rete. E’ l’evoluzione del concetto di agricoltura di precisione e viene utilizzata per definire interventi mirati ed efficienti in campo agricolo- ha continuato Ciarla- Si tratta dell’insieme di strategie che consentono all’azienda agricola di impiegare in maniera sinergica e interconnessa tecnologie avanzate, allo scopo di rendere la produzione piu’ efficiente e sostenibile. Ma altri campi di applicazione dell’Agricoltura 4.0 sono la tracciabilita’, durante ogni passaggio dal campo al confezionamento e’ possibile raccogliere dati utili a mantenere sotto controllo ogni step del processo di produzione, e la distribuzione”.
E proprio in virtu’ della sua attenzione alla formazione, l’agenzia “ha deciso di istituire un premio alla memoria di Stefano Sbaffi, dg di Arsial per cinque anni e scomparso nel 2019 all’eta’ di 67 anni- ha ricordato Ciarla- Lui ha rilanciato il ruolo dell’agenzia, aiutandola a superare le difficili condizioni di bilancio ereditate dalla gestione precedente. Il concorso si pone l’obiettivo di stimolare lo sviluppo di nuove ricerche e conoscenze sugli aspetti tecnico-socio-economici relativi ai territori rurali del Lazio, favorendone l’innovazione”.
Innovazione e formazione ma anche solidarieta’. “Il Covid e’ stato purtroppo uno straordinario acceleratore di processi gia’ presenti nella nostra societa’. Questa crisi ha sconvolto le abitudini, il vissuto delle persone, ha fatto esplodere ancora piu’ violentemente le disuguaglianze e il cibo e’ il miglior vaccino contro il caos- ha concluso Ciarla- Proprio per questo, su input di Arsial e su proposta dell’assessora Onorati, la giunta regionale ha approvato una delibera che destina le somme per la mancata partecipazione alle fiere e altre iniziative promozionali a un fondo destinato all’acquisto di aiuti alimentari, prodotti agroalimentari o della pesca del territorio del Lazio. Grazie a questo sara’ possibile acquistare e distribuire generi alimentari, a partire dalle feste di Natale, alle persone in condizione di fragilita’ economica e lavorativa. I contribuiti sosterranno le 21.600 famiglie assistite dalla rete territoriale promossa dalla Caritas di Roma. Dobbiamo affinare ancora di piu’ questo tipo di progetti, perche’ rappresentano un’azione di solidarieta’ verso la domanda ma anche l’offerta. Penso ad esempio alle aziende delle aree terremotate”.
“I 25 anni di Arsial non vanno celebrati per monumentalizzare una storia ma per capire quanto sia importante non solo non smantellare ma rilanciare, dentro un nuovo modello di sviluppo, uno strumento che ci aiuta a vivere meglio e che non dimentica che il cibo che viene dalla terra e’ uno dei diritti inalienabili per tutti”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, celebrando il quarto di secolo di Arsial.
“Nel 2013, quando si avvio’ la prima fase di questo governo del Lazio, la prima legge regionale che la Giunta propose al Consiglio fu un testo di riordino e chiusura di un numero incredibile di agenzie e societa’ regionali, ritenute inutili o che rappresentavano una sovrastruttura pesante- ha ricordato Zingaretti- Per l’Arsial si decise di mantenere vivo questo strumento, perche’ gia’ allora si capi’ quanto era importante razionalizzare gli interventi della Regione nel territorio. Ma in questa razionalizzazione non bisognava fare l’errore di colpire un’agenzia che aveva come identita’ e core business l’agricoltura e il cibo. Quell’intuizione e’ stata giusta e la storia ci ha dato ragione”.
Proprio la pandemia da Covid 19 ha fatto ritrovare “la centralita’ di alcuni valori, che sembravano finiti in cantina, per miliardi di persone. A cominciare dalla vita, dalla salute e dal benessere. Quante volte si e’ marginalizzata l’importanza della salvaguardia del benessere della persona rispetto alle regole dello sviluppo economico. E questo riguarda anche il cibo, inteso come elemento di sopravvivenza ma anche come nutrizione di qualita’, come terra e quindi come agricoltura- ha proseguito Zingaretti- Vedo una centralita’ del ruolo che svolge Arsial e dell’agricoltura”.
Per quanto riguarda il passaggio di testimone generazionale, “abbiamo puntato molto sul dare terre pubbliche ai giovani. Sul Psr abbiamo impegnato il 95% della programmazione 14/20 e dato 500 milioni. Gran parte di questi fondi sono stati indirizzati sulla qualita’ e sul passaggio di testimone per avere una nuova generazione che torna sulla terra per produrre qualita’ e tracciabilita’. Quante volte ci capita di entrare in un paese e di trovare il ragazzo o la ragazza, figli dell’ex proprietario di un’azienda, che hanno ridato vita a una piccola-media attivita’ enogastronomica o agricola riscoprendo un piatto o la coltivazione o la vigna del nonno o gli ulivi, rimettendoli in campo grazie alle nuove tecnologie. E’ un patrimonio inestimabile che l’Arsial deve portare avanti perche’ non siamo secondi a nessuno”.
Senza dimenticare la “funzione sociale dell’agenzia, di distribuzione a chi ha bisogno di questo bene primario- ha concluso Zingaretti- Per questo nel 2013 si decise di non chiudere Arsial, perche’ volevamo ridare una centralita’ al valore della terra, dell’agricoltura, del cibo, del gusto e del tema della comunita’, con un’identita’ positiva di valorizzazione della nostra storia”.