“Ritengo doveroso condividere con il Parlamento” la decisione della proroga dello stato di emergenza la cui necessità “sembra sfuggire”. Ha ribadito il presidente del consiglio Giuseppe Conte alla Camera. La proroga ha “legittimazione giuridica”, “forse ci sfugge ma dal 2014 sono state adottate 154 dichiarazioni di stato di emergenza e 84 sono state le delibere di proroga”. Senza la proroga “molte misure cesserebbero di avere effetto”. Il premier ha inoltre messo in evidenza che “la pandemia purtroppo ancora oggi non ha completamente esaurito i suoi effetti, seppure, questo non sfugge alla comunità nazionale come al governo, in misura contenuta e territorialmente circoscritta”.
Alle accuse ricevute sulla scelta di estendere lo stato di emergenza al 15 ottobre, Conte ha risposto: “La proroga, se si epura la discussione da posizioni ideologiche, è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Non sto dicendo ovviamente che è preclusa una valutazione politica, anzi oggi vi viene richiesta, ma voglio dire che il governo sta operando questa valutazione sulla base di mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione. Sono affermazioni gravi che non hanno nessuna corrispondenza nella realtà”