di Federico Cirillo
Un paradosso, certo, quasi una barzelletta assurda che lambisce i confini dell’irrazionalità: no, non stiamo parlando di una leggenda metropolitana ma di una delle 80 domande presentate ai molti giovani che hanno affrontato, stamane, il test d’ingresso per le Professioni Sanitarie della Sapienza di Roma, presso il Policlinico Umberto I.
Nella fattispecie, questo il testo del quesito incriminato: “Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la “grattachecca di Sora Maria”, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato…”.
E così, tra una domanda di biologia e una di letteratura italiana, tra un quiz di chimica e un quesito di medicina, intervallato dalla “cultura generale” – nella quale si muovono argomenti più disparati, da Dan Brown e il suo Codice Da Vinci, passando per Vasco Rossi, fino a Clinton e lo scandalo Lewinsky e Benito Mussolini prigioniero a Ponza – ecco che spunta l’interrogativo che non ti aspetti, quello che ha lasciato numerosi studenti a bocca aperta e, a loro volta, con una domanda in testa: “Ma questi ci fanno o ci sono?”. Stupore, infatti, tra gli aspiranti infermieri, soprattutto tra coloro che, arrivando da varie regioni o abitando semplicemente in una zona di Roma fuori portata massima dall’ottima rinomata grattachecca, ahi loro, non erano a conoscenza dei gusti prelibati della Sora Maria. Così, in pochi minuti, su facebook e su altri social network, sono piovute lamentele, considerazioni ironiche e commenti di disappunto, tra il serio e il divertito: “E’ assurdo che mettano una domanda del genere in un test di medicina! Non è cultura generale… non posso essere giudicato in base alla mia conoscenza dei paninari e grattacheccari di Roma!!!”. “Concordo con te, l’ho pensato anch’io che è un’ingiustizia. Pensa che non so manco cos’è Sora Maria… dopo me lo hanno spiegato delle ragazze romane…”. “Ma poi quale erano i gusti tipici???”. “Era Limoneeeeee!!!
Ciò che, comunque, fa specie è stata la risposta, pronta, del rettore, il quale ha affermato: “disorientare fa bene, un infermiere o un medico devono sapere prendere decisione rapide anche davanti a situazioni impreviste o sconosciute” come dire, semmai un giorno un infermiere avesse a che fare con un indigestione da grattachecche della Sora Maria, saprebbe almeno, al volo, riconoscerne il gusto! Robe da pazzi, verrebbe da pensare o, semmai, robe da Italia, da questa Italia, il cui specchio sociale è ritratto in maniera magistrale proprio da questo evento. Un episodio paradossale, insomma che fa scaldare gli animi a studenti e al coordinatore nazionale dell’Udu – Unione degli universitari – che afferma: “E’ inammissibile che gli studenti debbano rispondere a domande di questo genere per entrare nel mondo universitario. Abbiamo sempre sostenuto l’inutilità di questo test, sia come metodo di selezione degli studenti sia per la fattibilità dei quesiti in sé. La domanda di quest’anno sui gusti dei gelati di una specifica gelateria è l’emblema di come questo sistema sia lontano dalla selezione assennata ampiamente evitabile: non vogliamo essere valutati all’ingresso, vogliamo un’università che ci giudichi in itinere. Ma questa volta non ci fermiamo: faremo ricorso”. Così, tra le varie escandescenze causate, la grattachecca di Sora Maria rischia davvero di sciogliersi in fretta.


