di Federico Cirillo
In principio annunciò l’eliminazione dell’Ici e, alle elezioni 2008, vittoria fu. Ora, con un colpo a sorpresa, nel 2014 esso tornerà. Dopo i grandi proclami, i grandi annunci – “Toglieremo l’Ici! Si avete capito bene!” – da “l’ora delle decisioni irrevocabili”, ecco che la tassa sulla prima casa, d’altronde in passato già eliminata dal governo Prodi per i redditi più bassi, mascherata da Irpef, viene di nuovo a far visita agli italiani.
Tra tre anni, infatti, nella denuncia dei redditi, dovrà essere calcolato anche il 20% della rendita catastale dell’immobile, anche se è il primo. Eccola qui una delle sorprese più amare della manovra economica: tra il 2013 e il 2014 torneremo tutti a pagare una tassa per la nostra abitazione principale. Di questa “clausola di salvaguardia” ne ha parlato Repubblica, evidenziando anche un esempio esplicativo e chiarificatore: “un proprietario medio, con una casa di 80 metri quadrati, situata in una zona semicentrale di una grande città, dovrà mettere sull’imponibile Irpef il 20 per cento dei 1.000 euro della sua rendita catastale. Ebbene se questo contribuente-tipo ha un reddito annuo di 15 mila euro e una aliquota del 23 per cento dovrà rassegnarsi a pagare 46 euro in più” il che, sommato agli altri aumenti già annunciati dalla tanto discussa manovra e ai vari tagli su deduzioni e riduzioni, non renderà di certo felici gli italiani. Ma intanto saranno già passati 3 anni, il 2014 è lontano, la gente scorda in fretta e, chissà…magari sarà già colpa del futuro, “nuovo” governo in carica!


