di Marco MONTINI

Il tema è delicato, inutile nasconderlo. In ballo c’è il futuro occupazionale di migliaia di operatori e l’implementazione della qualità dei servizi sanitari, oggi in forte crisi. Le assunzioni nelle asl del Lazio, infatti, rappresentano un crocevia determinante per il rilancio di un comparto che da ormai dieci anni è incastrato tra commissariamento sacrificale e tagli lineari. Con conseguenze pesanti su personale medico-infermieristico e sugli utenti del territorio regionale. Eppure qualche piccolo spiraglio comincia a intravedersi. Zingaretti da mesi annuncia l’avvicinarsi della fine della fase commissariale, e quindi l’addio al periodo dei “paletti imposti”, degli investimenti strozzati. In questo contesto giocano un ruolo importantissimo i nuovi posti di lavoro nelle aziende sanitarie e ospedaliere, appunto. Una guerra di numeri che sta dividendo Regione e sindacati, da una parte, e Ministeri e governo dall’altra. Questi ultimi, in sostanza, stanno riscrivendo i piani delle regioni per i loro fabbisogni sanitari, limando al ribasso a inizio anno le nuove entrate per il Lazio: una sforbiciata sensibile, dalle oltre 3400 previste dal decreto firmato dal presidente Zingaretti entro il 2018 Mef e Salute sono passati a poco meno di 400. Numeri che hanno fanno sobbalzare dalla sedia la Cabina di Regia della Regione Lazio, parti sociali, lavoratori e utenti. Con una reazione durissima. Il responsabile della Cabina di regia D’Amato – intervenendo pochi giorni fa agli Stati generali della sanità promossi dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao Assomed, Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Medici Roma e Lazio all’ospedale San Giovanni di Roma – ad esempio ha sottolineato: “Noi abbiamo previsto per il 2017 l’assunzione di 1987 unità, di cui due terzi sono stabilizzazioni e un terzo nuove assunzioni attraverso concorsi pubblici. Intendiamo mantenere fede a questo impegno senza modifiche perche’ e’ personale indispensabile a garantire i Lea del Lazio”. E D’Amato ha promesso battaglia ai dicasteri in tutte le sedi possibili. Anche il Consiglio regionale sta facendo il suo, a dire il vero. Come annunciano i consiglieri regionali Simeone (Forza Italia) e Forte (Partito Democratico), la commissione Politiche della salute e sanità ha approvato, all’unanimità, la proposta di legge unificata per la stabilizzazione dei precari delle Asl di Latina e del Lazio. La speranza adesso è che il testo approdi presto in aula della Pisana.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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