di Marco RINAUDO
Osservando le vie di Roma si possono notare una infinità di manifesti, ad un attento esame è possibile notare che un’infinità sono abusivi, ovvero non pagano la tassa di occupazione pubblica. Le zone maggiormente colpite dall’invadenza della cartellonistica sono ben definite , nei rapporti del Campidoglio: Tiburtina, Casilina, Appia, Tuscolana, Salaria ecc….. Manifesto selvaggio è un’emergenza per il decoro della capitale, nonostante glo sforzi dell’assessorato all’ambiente che nell’ultimo anno è riuscito alla rimozione del 60% delle affissioni abusive. Manifesti, locandine, poster, e adesivi infestano la città per non contare le migliaia di volantini inseriti nei cruscotti delle macchine. Il senso civico, il rispetto del territorio non hanno senso civico da parte di aziende produttrici la piccola pubblicità. Si possono notare piccole pubblicità nei cassonetti, nei pali della luce e persino nei contenitori adibiti ed usati, per la raccolta degli abiti dismessi destinati alla Caritas. Per tentare di arginare il fenomeno, l’assessorato all’ambiente della passata giunta Marino, aveva avviato una campagna per il decoro urbano,mirata alla defissione di adesivi, locandine, poster e manifesti abusivi. In campo la vecchia amministrazione aveva schierato un gruppo speciale di Vigili Urbani, la squadra decoro dei PICS( Pronto intervento centro storico); diretta personalmente dal comandante del corpo.In un anno prima dell’avvento della nuova giunta pentastellata sono stati rimossi complessivamente 83 mila manifesti, 52 mila adesivi, 17 mila locandine, per un totale di 152 mila locazioni pubblicitarie abusive. Oggi nel 2017 si nota che i furbi delle affissioni abusive sono ancora in attività è continuano indisturbati ad imbrattare i muri , i pali, i cassonetti dell’immondizia ecc…. chiediamo alla nuova giunta, e all’ Agenzia per il decoro un nuovo,massiccio intervento mirato al fine di far pulizia delle affissioni abusive


