Figuraccia del presidente: chiede il ricorso all’antimafia per dilazionare i tempi di apertura.
“Ennesimo passo falso di Zingaretti: ostacola l’apertura di 274 nuove farmacie nel Lazio, chiede l’intervento dell’antimafia sospettando improbabili infiltrazioni e blocca altrettanti assegnatari che da quattro anni attendono il nulla osta regionale”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “I giovani vincitori di concorso, chiedono da tempo di veder riconosciuti i propri diritti, avendo già le sedi dei nuovi esercizi assegnate ma la Regione fa orecchie da mercante e dal 2012 trova sempre una scusa per far slittare l’apertura. Per primo, a bloccare l’atteso nulla-osta, il ricorso al Tar presentato da alcuni esclusi che lo stesso tribunale amministrativo ha dichiarato non essere ostativo all’apertura delle farmacie – elenca Maritato – poi complicazioni burocratiche varie che non avrebbero alcun fondamento. Da ultimo, il presidente regionale messo alle strette, ha dichiarato di voler ricorrere all’antimafia per scongiurare eventuali infiltrazioni. Come se tra i vincitori ci fossero appartenenti alle ‘ndrine o a ‘cosa nostra’. Roba da querela per diffamazione. Il colpo decisivo però ci ha pensato il prefetto a darlo: si è ritenuto di non poter dar seguito a quanto richiesto, attesa la non riconducibilità della fattispecie tra le ipotesi individuate dal decreto 159 del 2011 è scritto sulla nota inviata ai farmacisti, a suffragio della argomentata relazione presentata dall’avvocato Romina Raponi che, a difesa dei professionisti, in 24 pagine di deduzioni difensive ha individuato numerosi profili di illegittimità e incostituzionalità. Brutto colpo per il presidente Zingaretti che dimostra, una volta per tutte la sua inadeguatezza a ricoprire tale ruolo”, chiosa Maritato.


