Di Alfonso Vannaroni
Era un giorno di piena estate. Era il tre agosto, più di un mese fa. In aula ci fu un dibattito appassionato su mafia capitale durante il quale il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annunciò querele contro Salvatore Buzzi per le sue dichiarazioni ai pm. Ad oggi quella discussione resta l’ultima seduta del consiglio regionale del Lazio. Dopo quarantatre giorni le porte dell’aula di via della Pisana sono ancora sbarrate.
L’agenda degli appuntamenti – on line sul sito del consiglio – parla chiaro: non ci sono impegni per i prossimi sette giorni. Che tradotto significa: un’altra settimana di quasi totale relax per i consiglieri di maggioranza e opposizione. In realtà dopo la pausa agostana una commissione sì è riunita. O meglio, si è dovuta riunire: l’apertura dell’anno scolastico era alle porte e la quinta commissione – che si occupa di cultura, diritto allo studio, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo – era stata chiamata a dare il via libera alle linee guida sulla programmazione della rete scolastica 2016-2017. Nella medesima commissione ieri c’è stata un’audizione sulla proposta di legge ‘Disposizione in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia. Oggi invece è stato pubblicato un bando di concorso “Mai più violenza: esci dal silenzio”, iniziativa che vuole promuovere la cultura del valore delle diversità e della non violenza. Qualcuno c’è che lavora in silenzio. E’ il caso del consigliere dei cinque stelle Davide Barillari, che sul suo profilo Facebook ha fatto sapere che sta preparando una legge regionale sull’elettrosmog. Ma l’approvazione dei provvedimenti è desolatamente ferma ormai da troppo tempo. L’aula di via della Pisana è chiusa. Mentre la conferenza dei capigruppo non ha ancora scelto una data per riprendere i lavori. Tutto resta in stand by.
C’è da dire che la pigrizia dei consiglieri regionali non è nuova. Un esempio? Eccolo: complice la tornata elettorale per le elezioni europee e amministrative del maggio 2014, il consiglio restò chiuso per settantacinque giorni, dal 10 aprile al 25 giugno. Ma c’è altro. Un recente dossier dell’Eures ha stimato che negli ultimi due anni sono state soltanto 127 giornate lavorative dei consiglieri regionali, poco più di cinque giorni al mese. Un trend non certo esaltante, che sembra confermato dall’attuale pausa. A meno di clamorose novità gli attuali 43 giorni sono destinati ad aumentare. Forse fino a cinquanta, se anche nei prossimi giorni l’agenda dell’organo legislativo non segnalerà novità.


