“Sebbene la diarchia non esista sotto il profilo giuridico, politicamente è una realtà romana ed il ruolo assunto dal prefetto è espressione della debolezza della democrazia e del dominio del governo nazionale sulla città di Roma. Il prefetto Gabrielli non c’è bisogno che si candidi, è già sindaco di Roma, ma anziché essere eletto dal popolo è stato nominato dal governo nazionale per servire il volere di Renzi e Alfano e tenere sotto ricatto Marino, ormai esautorato. E’ bene dire anche questo per la serenità delle Istituzioni, il rispetto dei cittadini e della città” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.

“Apprezzo l’onestà e anche il fare diplomatico del prefetto Gabrielli, ma occorre talvolta tradurre ai cittadini il burocratese che ammanta certe dichiarazioni. Un comune sano è dotato di un consiglio rappresentativo, una giunta fiduciaria e un sindaco forte della sua autonomia. Roma non ha nulla di tutto ciò e ormai anche la Capitale, come il governo nazionale, vive sui ribaltoni e su manovre di palazzo che umiliano la democrazia” conclude Santori.

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