Di Alfonso Vannaroni

Il Campidoglio sotto stretta tutela prefettizia. E il municipio di Ostia sciolto per infiltrazioni mafiose. Finisce così – con decisioni annunciate ormai da tempo – la lunga attesa per i provvedimenti del governo dopo gli sconvolgimenti dell’inchiesta giudiziaria Mondo di mezzo che si è abbattuta su Roma. La riunione del Consiglio dei ministri ha messo il punto: ha discusso dei poteri speciale per la Capitale in vista dell’imminente Giubileo e ascoltato la relazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano sui fatti di Mafia Capitale.

“Ho proposto – ha detto Alfano – tenuto conto degli elementi di valutazione della relazione del prefetto, lo scioglimento del X municipio che il Cdm ha accolto”. Mentre per la Capitale d’Italia la scelta è stata diversa. “E’ indubbio che il lavoro svolto dalla commissione di accesso abbia evidenziato una situazione amministrativa caratterizzata da gravi vizi procedurali – ha spiegato il ministro – La legge prevede il commissariamento, ma abbiamo ritenuto che per questo non sussistessero i presupposti e che sussistessero per un sopporto del Viminale per cambiare la rotta. Intendo incaricare il prefetto di Roma Gabrielli affinché possa assicurare proposte e interventi per il risanamento dei settori oggetto dello scandalo di Mafia Capitale”. Praticamente un piano da mettere a punto con il sindaco Marino nei settori colpiti dalle infiltrazioni malavitose. “Tre dipartimenti e otto macro aree – ha spiegato il ministro – riguardanti l’adozione di atti di indirizzo e di programmazione nei settori nei quali sono state registrate le maggiori criticità ossia il verde pubblico e l’ambiente, l’emergenza abitativa, l’immigrazione e i campi nomadi, l’adozione dei regolamenti di competenza secondo i principi di imparzialità e buon andamento dell’affidamento di lavori, servizi e forniture, la revoca in autotutela degli affidamenti disposti in assenza di regolari procedure concorsuali”. Ma sotto la lente d’ingrandimento del ministro c’è anche l’effettiva operatività della centrale unica degli acquisti, l’annullamento degli atti dirigenziali, l’implementazione del sistema dei controlli interni, l’avvio dei procedimenti di verifica e revisione dei contratti. Avviate anche le procedure per rimuovere dirigenti o impiegati comunali destinandoli ad altri uffici e mansioni con contestuale avvio di procedimento disciplinare.

“Per ciò che concerne le funzioni di vigilanza riferite al prefetto di Roma, da svolgere in un contesto di leale collaborazione con gli organi democraticamente eletti, la giunta capitolina valuta molto positivamente tale decisione, ricordando come con il prefetto Franco Gabrielli si è da subito stabilita una stretta collaborazione su tutte le questioni riguardanti la città”,   ha commentato il vicesindaco di Roma Marco Causi. Ma L’opposizione non ci sta. “Un autentico colpo di mano, non solo nei confronti di una città oramai tenuta in ostaggio da un sindaco fantoccio, che nel giorno in cui si decidono le sorti della Capitale se ne sta in vacanza a scrivere memorie tra il Texas e i Caraibi, bensì un colpo di mano nei confronti della legge – dicono i parlamentari e consiglieri capitolini del M5S – E’ evidente che attribuire poteri straordinari al prefetto Gabrielli di rimuovere le tracce di malavita e corruzione dall’istituzione comunale rappresenta una scomunica ufficiale per Marino, che apre la strada ad un commissariamento velato, in deroga alle stesse disposizioni previste dal Testo Unico degli enti locali. il timore di tornare alle urne e che siano i 5 Stelle a vincere le prossime elezioni comunali è evidente”. “Vista la situazione di emergenza alla vigilia del Giubileo, non si poteva commissariare formalmente il Comune – ha aggiunto il deputato Fabrizio Cicchitto – In sostanza sono state create le condizioni affinché tra settembre e novembre si riesca a porre in essere ciò che non è stato fatto per il Giubileo e il sindaco Marino è stato messo in condizione di non nuocere”.  Non a caso in vista del Giubileo all’Autorità nazionale anti corruzione di Raffaele Cantone è affidata la supervisione delle procedure e al prefetto Franco Gabrielli la guida cabina di regia, con compiti di raccordo operativo tra Campidoglio e Regione Lazio. Ma il sindaco da oltreoceano è di parere diverso: “Le parole del Ministro Alfano e le decisioni del consiglio dei Ministri spazzano via i rumors di un commissariamento di fatto del Campidoglio che mai è esistito – ha fatto sapere Marino – Abbiamo trascorso due anni a snidare e colpire il male perché  è il bene della città  la stella polare del mio lavoro e di quello di tutta la mia giunta. La mia amministrazione è determinata, in stretta collaborazione col Presidente del Consiglio Renzi e con il Governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo, guardando con fiducia agli impegni che ci attendono e che rispetteremo”.

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