Mi permetto di descrivere quello che accade giornalmente presso la sede centrale dell’Acea Energia Spa – Servizio maggior tutela sita in Piazzale Ostiense 2, in quanto direttamente interessato dai fatti e come cittadino stufo.

Prima occorre una breve definizione anche per contestualizzare quanto ampia sia la portata della vicenda. Acea Energia Spa – Servizio di maggior tutela è il servizio di fornitura dell’energia elettrica, per chi non ha scelto il libero mercato, a condizioni economiche stabilite dall’Acquirente Unico che contratta i prezzi per tutti e li comunica ai vari distributori tra cui, appunto, Acea. Ricordo inoltre che il mercato di maggior tutela contiene tutti i contratti domestici nonché quelli di aziendali in bassa tensione (BT) con numero di dipendenti inferiore a 50 o fatturato inferiore a 10 milioni di euro, in sintesi molte molte persone e tantissime Aziende a Roma.

Tutto il disagio per gli utenti inizia nell’Agosto del 2011, Acea Energia cambia software e da li iniziano i problemi seri per l’utente sia privato che azienda perché nel nuovo software non si riesce a far migrare tutti i dati che erano presenti nel precedente sistema in modo completo o corretto.
A questo punto tutta l’operazione viene fatta manualmente e per inserire l’anagrafica di tutti i clienti ci sono voluti dai 2 ai 3 anni inserendo solo il consumo presunto preso dalle vecchie bollette.
A questo punto entra nel gioco la società Acea Distribuzione altra società del gruppo deputata anche alle letture, che ha ritardato le stesse con un minimo di 2 anni perché tanto nessuno avrebbe avuto tempo per inserirle.

Le conseguenze di quanto appena accennato sono drammatiche per aziende e privati. Basti pensare che dopo 2 anni ad una famiglia media sono arrivati dai 1.500 ai 3000 euro di lettura, mentre alle aziende cifre dai 15-20 mila fino ad oltre i 100 mila euro. Situazione da panico, incrementato dalla minaccia che se non si paga la maxi bolletta viene staccata l’utenza e ricordiamo che non si parla di interrompere la corrente ad un utente che rappresenta un servizio di pubblica utilità con il rischio di commettere reato di interruzione di pubblico servizio ma solo, si fa per dire, di cittadini o aziende..

Cosa fare in questi casi? Descriverò brevemente il mio caso personale e cosa ho fatto io.
Potenza contatore 30 kW, attività di lavanderia self-service di mia moglie dopo 24 mesi di attività, richiesta di € 16.158,00.
Ho contattato l’authority dell’energia ed ho scoperto la periodicità della rilevazione delle letture che descrivo di seguito in cui la lettura del contatore spetta ai distributori, nel caso Acea Distribuzione:

– in caso di contatore tradizionale o elettronico non ancora attivato per la rilevazione dei consumi per fasce orarie, il distributore deve compiere un tentativo di lettura almeno una volta all’anno per i clienti con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW (in pratica, tutti o quasi i clienti domestici); almeno una volta al mese per i clienti con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.
Si tratta di un tentativo, e non di una lettura certamente effettuata, perché se il contatore si trova all’interno delle singole abitazioni non sempre c’è qualcuno in casa quando arriva il letturista. Il distributore deve poter dimostrare che ha effettivamente inviato il letturista per leggere il contatore.

– in caso di contatore elettronico già attivato per rilevare i consumi per fasce orarie:
nel servizio di maggior tutela e per contatori con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW, dal 1 gennaio 2013 la lettura va effettuata almeno 1 volta al mese.
nel mercato libero, la lettura dei contatori di questo tipo deve avvenire mensilmente, in particolare nell’ultimo giorno di ogni mese.
Nel servizio di maggior tutela, il venditore utilizza i dati di lettura trasmessi dal distributore ai fini della fatturazione con la stessa periodicità con cui devono essere effettuati i tentativi di lettura.
Nel mercato libero, il venditore utilizza i dati di lettura trasmessi dal distributore ai fini della fatturazione con la periodicità prevista dal contratto di fornitura.

Sono andato all’Acea Energia Vendita ho contestato la fattura perché in realtà la lettura per chi ha una potenza sopra i 16,5 KW va effettuata ogni mese.
Ho anche scoperto in realtà di aver pagato 2 anni prima circa 3.500 euro, per dei lavori di un potenziamento a 70 kW che non sono mai stati effettuati! Contesto la mancata effettuazione dei lavori ed ho richiesto il rimborso dopo 2 anni Acea Vendita (premetto che il bonifico l’ho consegnato allo sportello Acea Vendita nella sede centrale di Piazzale Ostiense), mi risponde su mia richiesta (perché Acea Vendita ufficialmente non mi ha mai scritto) che devo chiederli ad Acea Distribuzione; lì li ho richiesti ma ancora me li deve ancora restituire.
Nel frattempo mi hanno richiesto anche il pagamento della maxi bolletta che ho nuovamente contestato perché non hanno risposto alla mia contestazione, anche perché la procedura prevede che l’ Acea ti debba chiamare ed andare prima in mediazione ma così non è avvenuto.
A questo punto sto partendo per un’azione legale chiedendo i danni per la maxi bolletta, perché se l’avessi pagata per intero avrei chiuso l’attività, la morale? Citerò Acea Distribuzione per appropriazione indebita di 3.500 euro e vedremo cosa succederà accertando le varie omissioni che ho appena elencato.

Forse io e mia moglie siamo due Imprenditori particolarmente sfortunati.. La cosa non regge. Giornalmente incontro persone che sia come cittadini privati che come Imprese vengono strozzati da questa anomalia che non è ancora arrivata all’attenzione delle istituzioni che dovrebbero aprire un’indagine interna ed indagare chi per un proprio errore fa diventare un incubo la vita di altri, il riferimento è chiaro: parlo del Comune di Roma che controlla Acea.

Ma c’è dell’altro che proprio non può essere sopportato. Non mi è stata data la possibilità di cambiare operatore energetico (il Mercato Libero a cosa serve allora?), e so che è accaduto anche ad altra Aziende o persone; Acea non lo permette perché secondo la municipalizzata (ribadiamolo questo termine) sei moroso e quindi il rapporto diventa come quello con lo strozzino fin quando non hai pagato il debito non puoi cambiare.

Un altro grandissimo problema è quello che devono affrontare da 3 anni i proprietari delle mura dei negozi. Se l’affittuario non paga l’utenza elettrica il debito passa automaticamente al proprietario che quindi oltre magari a non prendere l’affitto deve pagare energia che non ha consumato. Se non paga e affitta nuovamente il negozio il nuovo affittuario non può avere l’utenza attiva. Strano principio di corresponsabilità e soprattutto il mio bene è come se mi fosse stato espropriato…

Chiudo con alcune riflessione, anche non lucide se volete ma credo ancora nei limiti del comune sentire. Se non fossi stato un utente informato dei propri diritti o comunque combattivo, cosa sarebbe successo? Avrei pagato cifre astronomiche e non reali addebitatemi indebitamente con la conseguente, certa, chiusura dell’attività?
E se fossi stato un anziano vittima del meccanismo infernale di cui sopra, sarei morto di crepacuore?

La questione Acea e del suo gravissimo malfunzionamento va affrontata a livello politico ed anche con celerità. Sembra di stare di fronte al solito caso dello Stato che si comporta con i propri cittadini come un virus mortale.

Servizio pubblicitario:

GERMANI-funebre

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)