DISAGI AL SANT’ANDREA, AGENDE CHIUSE AL SAN CAMILLO. SI RICORRE AD UMBRIA E CAMPUS
“La Regione Lazio non è più in grado di garantire il diritto alla salute”. La lapidaria, quanto grave affermazione è del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che tuona: “Ormai è impossibile richiedere alle strutture pubbliche prestazioni approfondite, ancorché per patologie urgenti. Questo diritto è costantemente negato, come accaduto ad alcuni pazienti del Sant’Andrea e a una malata oncologica che necessita di Tac di controllo al San Camillo. Nel primo caso – precisa Maritato – Andrea, lo chiameremo così, nel periodo di ferragosto, ha stazionato molti giorni in pronto soccorso per sospetto ictus, in attesa di una risonanza magnetica con mezzo di contrasto ma questo gli è stato inibito per imprecisati problemi al macchinario. Così, con tutti i suoi problemi, è dovuto emigrare in Umbria mentre Carmela, il nome è sempre di fantasia, si è vista rifiutare una Tac periodica al San Camillo per la cosiddetta ‘chiusura delle agende’. Ma non era una pratica proibita per legge? Come mai, al Campus Biomedico di Trigoria è stata prenotata immediatamente? Vorremmo saperlo dal presidente Zingaretti, che nel 2013 lanciava la riduzione delle liste di attesa ma forse si riferiva soltanto alle strutture vicine all’Opus Dei”, ironizza Maritato.


