“Dello scandalo affittopoli se ne sta occupando anche la Procura della Corte dei Conti del Lazio, che ha aperto un fascicolo per fare luce sul possibile danno erariale che ammonterebbe a svariati milioni di euro tra mancato aggiornamento dei canoni di affitto e riscossione delle morosità pregresse, quest’ultime ammonterebbero a circa 17 milioni. Nonostante questo il sindaco Marino e l’assessore Cattoi non hanno vergogna ad accanirsi contro l’associazione Pet e Terapia a viale di Tor di Quinto 57b che assiste numerosi bambini e ragazzi disabili peraltro chiedendone l’allontanamento, tramite il Municipio XV, su di un terreno che non è neanche di proprietà dell’amministrazione. Buttano milioni di euro però sanano le cooperative di Mafia Capitale e si prendono, per la fondazione che hanno costituito, locali a 200 euro al mese nei quartieri centrali della Capitale. Tutto questo è inaccettabile” così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e membro della commissione Politiche Sociali che questa mattina ha effettuato un sopralluogo presso l’area dove l’Anpet da 15 anni svolge quotidianamente, attraverso laboratori e attività di pet-therapy con gatti, cani, pappagalli e capre, un servizio fondamentale per tanti ragazzi e per le loro famiglie.
“Le amministrazioni sono spesso attente a situazioni molto meno preziose in questo senso, sanando occupazioni abusive che poco hanno a che vedere con attività sociali di questa importanza. Per questi motivi ho potuto ulteriormente constatare che, nell’ambito delle disabilità cognitive e dei disturbi dello spettro autistico, la politica, le Istituzioni e l’amministrazione tutta siano troppo indietro rispetto alle sensibilità e alla proattività delle famiglie e dei volontari. Il caso dell’associazione nazionale Pet e Terapia (ANPET) rappresenta uno dei tanti elementi che purtroppo dimostrano ancora una volta la necessità di una vera rivoluzione culturale, che sappia dare spazi e valore alle associazioni spontanee e al terzo settore che quotidianamente lavorano in favore dei bambini disabili, in questo caso autistici. Si tratta di realtà che di fatto vengono incontro a quelle che sono le carenze dell’assistenza pubblica e che dunque, a maggior ragione, devono essere supportate e soprattutto non fatte morire. Per tali motivi ritengo che una soluzione debba essere trovata: in maniera celere, concreta e anche dignitosa” conclude Santori.


