Il Privacy Day diventa interattivo con l'hashtag #privacyday su TwitterL’evento annuale di Federprivacy apre ai commenti dei partecipanti che potranno “cinquettare” sul famoso social network interagendo in tempo reale sul web

Firenze, 24 aprile 2014 – Mentre si avvicina il 4° Privacy Day Forum, che si svolgerà venerdì 9 maggio 2014 al CNR di Pisa, l’evento annuale di Federprivacy diventa adesso anche social con l’hashtag #privacyday. Attraverso i “cinquettii”, tutti gli utenti di Twitter potranno quindi dire la loro, commentare, segnalare, recensire tutte le fasi prima, durante e dopo il convegno degli addetti ai lavori della data protection.

Tutti i twitt contenenti l’hashtag #privacyday sono già visibili in tempo reale nell’apposita sezione della homepage del sito istituzionale di Federprivacy, e scorreranno anche nei maxi schermi del Privacy Day Forum, per riportare in diretta le impressioni, i commenti e le opinioni di relatori, giornalisti, e naturalmente dei partecipanti, che diventano così protagonisti dell’evento. 

Nella nostra era digitale, è prioritario non solo rimanere aggiornati sulla normativa in materia di privacy attuale e sugli sviluppi di quella futura in chiave UE, ma anche avere una visione globale delle problematiche per proteggere e tutelare adeguatamente i dati, che rappresentano veri e propri “asset” aziendali. 

Per questo, data protection e best practices avranno un ruolo centrale nel programma del 4° Privacy Day Forum con gli interventi degli esperti più autorevoli ed i rappresentanti delle istituzioni.

Se da una parte si ravvisa ormai l’urgenza di una normativa comunitaria adeguata al passo con i tempi, e per questo il Commissario Europeo alla Giustizia Viviane Reding ha auspicato un’approvazione definitiva del Regolamento Privacy UE entro il 2014, d’altra parte gli addetti ai lavori non possono più rimandare la necessità di affrontare una moltitudine di questioni legate alla privacy, proteggendo il patrimonio dei dati mediante l’adozione di misure di sicurezza efficaci, ed evitando violazioni per le quali si incorre nel rischio di pesanti sanzioni, ma anche in concreti pericoli di richieste di risarcimenti, ed attacchi informatici o eventi avversi (data breaches).

I dati sulle attività ispettive del 2013 da parte del Garante, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente e 850 procedimenti sanzionatori avviati, rivelano che un’altissima percentuale di aziende sottoposte a verifica risulta fuori regola in violazione del Codice della Privacy (Dlgs 196/2003), denotando ancora una scarsa consapevolezza dei reali e ben più grandi pericoli derivanti dal mancato rispetto della normativa, specialmente quando ci si avvale di BYOD, strumenti e tecniche innovative come sistemi di localizzazione satellitare, mobile device come tablet e smartphone, social network, cloud computing, mobile payment, impianti di videosorveglianza dotati di “motion detection”, ed altre tecnologie avanzate, che consentono di gestire fiumi di dati in modo rivoluzionario rispetto a qualche anno fa, ma d’altra parte se non utilizzate con diligenza e cautela, espongono ad altissimi rischi di causare danni spesso irreparabili.  

Tutti contributi di spessore i 12 in programma al forum annuale della privacy, volti a dare una visione a 360 gradi delle problematiche che devono affrontare gli addetti ai lavori nella nostra epoca tecnologica, tra cui: “Internet & Privacy: la minaccia virtuale è sempre più reale”, di Umberto Rapetto, 11 alla guida del Nucle Frodi Telematiche della Guardia di Finanza; “Why privacy matters? come cambiano gli scenari della nostra vita” di Alessandro Acquisti, docente di economia della privacy negli USA all’Heinz College della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania; “Le attività del Garante: il difficile equilibrio tra apertura alle nuove tecnologie e la tutela dell’interessato”, con Licia Califano, membro del Collegio del Garante della Privacy. E’ attesa anche la partecipazione di Giovanni Buttarelli, Garante Privacy Europeo aggiunto, con l’intervento “Il bivio della Ue sulla data protection e gli impatti sull’economia digitale”, e quello del Prof.Francesco Pizzetti, 7 anni Garante Privacy, con la relazione “Privacy Officer, nuova figura nel contesto del vecchio continente”.

Michel Emi Maritato

Giornalista, Vaticanista esperto in questioni Medio Orientali, corrispondente Gerolosomitano, già in criminologia, psicologia giuridica e criminalità organizzata.

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