In Occidente due parole sono considerate out, “fascismo” e “terrorismo” e non ultimi i movimenti dead –end, new deal degli attivisti di destra.
Stranamente però sia gli USA che gli alleati della NATO non disdegnano di posizionarsi nel lato sbagliato della storia, ben propensi a sfruttare gli estremismi, i movimenti nazionalisti per obiettivi geopolitici che già sono stati sperimentati in Siria e che si stanno replicando in Ucraina. Gli Stati Uniti nella loro storia sono stati sempre pronti a sovvertire leader democraticamente eletti, lo ricordiamo in Iran con la destituzione di Mosaddegh grazie ad un’operazione coperta dei servizi segreti americani, dal nome “Operazione Ajax”, o più recentemente in Cile quando i servizi segreti americani hanno messo in atto l’Operazione “Track II” per convincere gli ufficiali delle Forze Armate a destituire con un colpo di Stato, il marxista Allende.
A Kiev le cose non sono andate diversamente, il movimento Maidan, in gran parte costituito da gruppi apertamente razzisti e ultra nazionalisti ispirati all’ideologia hitleriana, ha manovrato il popolo di Kiev, con slogan anti governativi in un crescendo scientifico, tutto studiato nei minimi particolari nelle stanze dei bottoni, con il bene placido degli Stati Uniti e dell’Europa che hanno sostenuto finanziariamente la rivolta. Il nemico da combattere erano i cittadini di etnia russofona, il livello di scontro si è incuneato come un serpente anche nei matrimoni multietnici russi ucraini. Da Kiev i manovratori di Maidan hanno lanciato l’assalto alle Istituzioni, organo supremo di un Paese Sovrano, e alle regioni meridionali e orientali linfa economica ad etnia russofona e ad alta industrializzazione.
La Piazza ha assunto le funzioni di organo deliberativo, dal palco sono state promulgate le leggi che il governo scelto per acclamazione, ha presentato in Parlamento.
La leadership del paese ha attuato un piano di riforme anticostituzionali ma l’occidente ha fatto finta di non vedere, sono state permesse barricate, distruzioni, violenze, senza che qualcuno del governo alzasse un dito.
E’ lecito porsi una domanda, perché negli Stati Uniti è stata soffocata la violenza del movimento Occupy con migliaia di arresti di manifestanti molto più tranquilli rispetto a quelli di Kiev, mentre a Kiev, l’Occidente, ha mostrato indulgenza nei confronti degli assalti ai palazzi delle istituzioni? Sempre due pesi, due misure.
Una piazza che pretende diritti senza obblighi è una piazza in cui la democrazia è in pericolo.
I governanti hanno solo sudditi, le democrazie hanno i cittadini.
Se l’Occidente vuole veramente aiutare l’Ucraina, deve cambiare registro, mostrare apertura verso tutti i cittadini senza distinzione di etnia. Abiurare le intese con quei movimenti nazionalisti che hanno portato alla distruzione del Paese e riaprire un dialogo costruttivo con la Russia.
Maurizio Compagnone
Opinionista de “La Gazzetta italo brasiliana”
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Segretario Organizzativo Nazionale
Maurizio Compagnone