Lotta alla disoccupazione e tempi stretti sulle riforme. Questi gli argomenti più urgenti che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha voluto affrontare nella sua prima visita ufficiale a Londra. Il premier è stato ricevuto a Downing Street dal primo ministro britannico David Cameron. Dopo un incontro bilaterale, i due hanno tenuto una conferenza stampa, ennesima occasione per Renzi di illustrare il suo ambizioso programma di riforme davanti a un “pubblico” internazionale. Impossibile, in questa circostanza, non affrontare il tema della disoccupazione, soprattutto in considerazione degli ultimi dati Istat, che proprio in quelle ore arrivavano dall’Italia e che il presidente del Consiglio non ha esitato a definire «sconvolgenti». Per questo, ha ribadito, si rende più che mai necessaria per il nostro Paese una riforma sul lavoro: «Attualmente ci sono 2100 articoli, il nostro obiettivo è fare un codice del lavoro di 50 o 60 articoli. Dobbiamo dare più garanzie a chi al momento non ne ha e dobbiamo dare la possibilità a chi vuole investire in Italia di farlo». Obiettivo principale: «Portare il tasso di disoccupazione sotto il 10% in pochi anni», possibilmente entro il 2018. Da parte sua Cameron ha replicato: «Matteo non ha bisogno del mio consiglio, anche perché ha un chiaro programma. Però di sicuro gli posso dire che non bisogna espandere la spesa pubblica per rilanciare l’occupazione, ma devi rendere il business più facile. Il mercato del lavoro deve essere reso flessibile e attrattivo, magari anche tagliando le tasse sull’occupazione. In questo modo, da quando sono salito al governo, nel Regno Unito 1,3 milioni di persone hanno trovato un lavoro». Non poteva poi mancare un confronto sull’Europa fra Cameron e Renzi, soprattutto in vista del semestre italiano. Il presidente del Consiglio ha così illustrato al leader conservatore la sua idea di Europa: «We want a better Europe, not more Europe». Per quanto Renzi si trovi a confrontarsi sull’argometo con uno dei leader più euroscettico, i due sembrano trovare dei punti in comune, soprattutto quando si parla della necessità di un’Europa più «smart», alleggerita dalla burocrazia. Pur proveniendo da schieramenti politici diversi, i due sembrano dunque trovare dei punti di contatto, come sottolinea lo stesso Cameron: «Matteo e io abbiamo divergenze, lui è di centrosinistra io di centrodestra […] ma entrambi siamo riformatori: c’è un’ottima alleanza per far sì che il Regno Unito rientri in un’Ue riformata».
E Renzi conferma: «C’è un’alleanza non ideologica, non confusa».



