Incontro il giovane attore emergente Luca Forlani al noto festival del film RIFF, giunto già alla 13ma edizione, e ne approfitto per porgli alcune domande.
Luca so che tu fai diverse fiction, perché oggi ti vediamo qui ad un festival di film?
“Sono qui perché questo festival programma anche dei corti, ed in finale è andato anche il cortometraggio di cui sono il protagonista insieme alla bravissima collega Claudia Crisafio e con la notevole regia di Liliana Eritrei. Il corto si intitola “Io sono qui” ed ha una tematica forte ed estremamente umana visto che interpreto il ruolo di un padre e marito che si scopre improvvisamente ammalato di una malattia rara (Sindrome di Guillerm Barrè)”.
Luca cosa o chi ti ha portato dalla fiction al cinema?
“Merito della mia Acting Coatch, nonché regista del corto, Liliana Eritrei; faccio parte della sua scuola e, nel momento di iniziare la lavorazione, mi ha voluto con se. Per me è stato bellissimo calarmi in una parte così umanamente profonda ed in cui ho dovuto interpretare un uomo più grande di me e con la rappresentazione di una vita familiare, mentre nella vyita reale ho solo 24 anni e sono single. Ma vedo che abbiamo raccolto diversi applausi, così come già abbiamo avuto riconoscimenti in altre manifestazioni”.
Cosa hai in progetto immediato?
“La prossima settimana andrà in onda su Rai 1 la fiction “Le due leggi” per la regia di Luciano Manuzzi e con Elena Sofia Ricci ma ho in cantiere altri progetti che al momento, anche un po’ per scaramanzia, non posso svelare. Ho già fatto altre due fiction importanti: una con Pupi Avati e l’altra con Luca Argentero che è andata in onda su Rai Uno”.
La scelta dei ruoli di fiction è casuale o voluta?
““Qualcuno” molto famoso disse che ad inizio e fine carriera bisogna accettare tutto. Aggiungerei che, di questi tempi, bisogna sempre accettare tutto. A parte gli scherzi mi piace davvero fare fiction perché mi permette di svolgere il mio lavoro e di entrare nelle case dei telespettatori in maniera seriale e, per me in questa fase della mia carriera, la costanza e la serialità sono fondamentali per farmi conoscere”.
Vuoi raccontarci qualcosa dei tuoi inizi?
“Bhè spesso si prende confidenza con il palco durante le recite scolastiche. All’età di sedici anni ho iniziato, a Milano, nella scuola di Narcisa Bonati, musa di Strehler, per poi continuare in accademie di teatro e spaziare tra le arti recitative. Sono a Roma da circa un anno e mezzo per studiare con Liliana Eritrei, per girare e per i vari provini che non mi stanco mai di fare”.
Quali sono per te le caratteristiche fondamentali per questo mestiere e cosa ti auguri di interpretare presto?
“Determinazione, ambizione, formazione ed originalità. Mi auguro di poter interpretare ruoli che mi mettano alla prova e di riuscire a far pensare di me che la mia dote principale sia la credibilità”.
Luca ti facciamo un in bocca al lupo e ti seguiremo con rinnovata attenzione nella programmazione della prossima settimana.



