I giovani giornalisti raccontano i progressi della ricerca in Virologia: prossimo traguardo l’eradicazione del virus dell’Epatite C sempre più vicina grazie ai nuovi farmaci antivirali.
L’edizione 2013 del Premio riservato agli under 35 ha visto la vittoria di due giovani giornaliste con articoli incentrati sulla storia della neonata positiva all’HIV guarita con la terapia antiretrovirale e sulla scoperta di virus giganti, che obbligherà a riscrivere un intero capitolo della biologia.
Sono state due giovani giornaliste ad aggiudicarsi ex aequo la sesta edizione del Premio giornalistico “Riccardo Tomassetti”, riservato ai giornalisti under 35 che contribuiscono a promuovere in Italia la conoscenza sui temi della cultura e dell’innovazione medico-scientifica. Anna Lisa Bonfranceschi ed Elisa Buson hanno conquistato la maggioranza dei consensi della giuria con due servizi dedicati, rispettivamente, al caso della bambina con HIV guarita grazie alla terapia antiretrovirale e ai virus giganti dell’America Latina.
Dedicato alla memoria di Riccardo Tomassetti, un brillante giornalista scientifico scomparso nel 2007 a soli 39 anni, il Premio è promosso dal Master “Le Scienze della vita nel Giornalismo e nei rapporti Politico-istituzionali” (SGP) della Sapienza Università di Roma, con il sostegno di MSD Italia.
“Ricerca, innovazione e futuro in Virologia” era il tema del Premio che in questa edizione ha concentrato la sua attenzione sulle patologie virali, malattie nelle quali l’informazione gioca un ruolo strategico sia per rallentarne la diffusione che per promuovere la conoscenza dei grandi progressi ottenuti dalla ricerca, impensabili fino a qualche anno fa.
Una delle aree di ricerca di maggior successo è quella legata al trattamento dell’Epatite C, la più insidiosa malattia del fegato, prima causa di decesso per malattie infettive trasmissibili, con circa 180 milioni di persone contagiate dal virus in tutto il mondo, esposte al rischio di sequele gravi, come cirrosi ed epatocarcinoma. Grazie alla ricerca sul genoma virale dell’Epatite C e sui suoi meccanismi di replicazione, la lotta contro questa patologia è a un punto di svolta e si fa sempre più concreta la prospettiva dell’eradicazione completa del virus.
La nuova frontiera della ricerca sono gli antivirali di nuova generazione e un ruolo di primo piano è svolto dai Centri di Eccellenza italiani, come la Struttura Complessa di Medicina Interna a indirizzo Epatologico presso l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano inserita nella sperimentazione internazionale. «Stiamo sperimentando due nuovissime molecole, MK-5172 e MK-8742, che interferiscono con i meccanismi replicativi del virus HCV in differenti siti del genoma virale», spiega il professor Savino Bruno, Direttore della Struttura. «La prima, MK-5172, è un inibitore della proteasi NS3/4A mentre la seconda, MK-8742, è un potente inibitore della NS5A, una proteina che influenza profondamente il comportamento della cellula infettata mediante la modulazione di numerosi meccanismi intracellulari di trasduzione di segnali».
Le due molecole agiscono dunque direttamente sul virus e, in associazione, stanno dimostrando un’elevata efficacia in un ampio spettro di pazienti, bloccando la progressione della malattia e impedendo lo sviluppo delle resistenze alla terapia. Grazie a questi risultati entusiasmanti, recentemente negli Stati Uniti la FDA ha accordato a queste molecole lo status di “terapia rivoluzionaria”, accelerandone le procedure d’immissione nel mercato.
Ad aprire la strada a queste promettenti terapie sono stati gli antivirali con un meccanismo d’azione rivoluzionario, già disponibili in Italia, come boceprevir, inibitore della proteasi che agisce direttamente sul virus ed è risultato efficace contro l’HCV di genotipo 1, il più temibile, perché più refrattario ai trattamenti. Aggiunto alla terapia standard con interferone pegilato e ribavirina, boceprevir riesce a raddoppiare e addirittura triplicare la percentuale di guarigione dei pazienti.
«In attesa dei nuovi farmaci è importante, però, che per evitare le gravi sequele della malattia, i pazienti vengano trattati con gli inibitori della proteasi di prima generazione come boceprevir, che rappresentano un valido arsenale per ottenere la guarigione virologica in oltre il 60% pazienti infetti», conclude il professor Bruno.
Il Premio giornalistico “Riccardo Tomassetti” è un contest tutto italiano che dal 2008 diffonde la cultura scientifica e la conoscenza su ricerche e terapie in grado di far compiere un salto evolutivo alla salute e alla cura delle prossime generazioni, con un focus sulle patologie virali.
I vincitori della VI edizione sono:
* Anna Lisa Bonfranceschi, “HIV, la bambina guarita con la terapia antiretrovirale”, pubblicato su Wired.it, per aver affrontato l’argomento con chiarezza, completezza nell’informazione ed un apprezzabile utilizzo delle fonti, incarnando pienamente lo spirito del Premio giornalistico.
* Elisa Buson, “Ecco virus più grandi al mondo, pronti a “resurrezione”. Arrivano dal Cile e dall’Australia”, pubblicato da Ansa, per l’originalità dell’argomento trattato, l’equilibrato approfondimento della tematica e l’utilizzo di un linguaggio divulgativo scientificamente corretto.
Tutte le informazioni sul Premio sono disponibili sul web, all’indirizzo:
www.premiotomassetti.it


