Renzi stravince le primarie Pd 2013Un trionfo e persino i suoi avversari lo riconoscono. Matteo Renzi e’ stato incoronato segretario del Pd con quasi il 68% dei voti. E non e’ solo la percentuale, sotto il 75,8% di Walter Veltroni nel 2007 e sopra il 53,2% di Pier Luigi Bersani del 2009, ma anche l’affluenza a decretare una vittoria senza ombre: al voto sono andate 2,8 milioni di persone.
Delusi Gianni Cuperlo, arrivato al 18%, mentre Pippo Civati incassa un buon 14%. E forte del consenso avuto, praticamente un elettore su quattro del Pd lo ha votato, Renzi e’ partito lancia in resta, con piu’ di un monito anche al governo. “Da oggi non c’e’ piu’ alibi per il cambiamento”, ha scandito dal palco del teatro Obihall di Firenze.
“Oggi il bipolarismo e’ salvo. Ai teorici dell’inciucio diciamo: vi e’ andata male”, ha chiarito. Dunque mano subito alle urgenze, a partire dalla legge elettorale, dal taglio dei costi della politica, dall’occupazione. “Oggi non e’ la fine della sinistra, e’ la fine di un gruppo dirigente della sinistra”, ha spiegato Renzi.
“Tocca a una nuova generazione guidare la macchina”, ha insistito e in questo non e’ mancato un omaggio a Civati: “Chi lo avrebbe mai detto tre anni fa che la Leopolda avrebbe avuto la maggioranza nel Pd”.
Ora, ha detto al suo popolo, a quei renziani che lo hanno sostenuto e cui ora tocchera’ il compito di condividere la battaglia. Iniziando, per primi, a rottamare la loro corrente.
“Se mi avete dato la fascia di capitano di questa squadra, non passera’ giorno senza lottare su ogni pallone”, ha assicurato, ma “si puo’ giocare con allegria e con entusiasmo”.
E di certo, “il meglio deve ancora venire”.
Se a Firenze si festeggiava, a Roma l’aria era ben diversa.
Un applauso ha accolto Cuperlo al Tempio di Adriano e il deputato del Pd ha ammesso la sconfitta. Ma ha difeso l’idea che lo ha guidato nella corsa per le primarie, l’idea di una sinistra cui non rinuncia.
Da domani dunque si lavora insieme con “lealta’ e sincerita’”, senza scissioni e questo Cuperlo lo ha messo bene in chiaro. il treno su cui siamo saliti e’ il nostro e da li’ non scendera’ nessuno”, ha assicurato Cuperlo, “in spirito unitario non rinunceremo alle nostre idee”.
“L’unita’ del Pd e’ un valore profondo e da difendere, ma dovra’ fondarsi sulla chiarezza reciproca e la trasparenza delle scelte”, ha insistito.
E guarda al futuro anche Civati. “Avremmo sperato in proporzioni diverse. Ma due ragazzi del ’75 si sono sfidati, uno di pochi anni di piu’ si e’ confrontato con noi”, dando un’immagine di un partito solido”, ha assicurato.
“Vorrei che il Pd trovasse un po’ di orgoglio, con questa classe dirigente possiamo vincere le elezioni e soprattutto possiamo farle”, ha attaccato. Da domani la palla passa dunque a Renzi. Il sindaco di Firenze arrivera’ a Roma per presentare la segreteria e a maggior ragione dopo il risultato di oggi sara’ una scelta in totale autonomia. Si danno per certi Luca Lotti e Stefano Bonaccini, per probabili Antonio Funciello, Tommaso Nannicini e Deborah Serracchiani. Ma c’e’ chi non esclude aperture ad altre anime, compresi le aree dei suoi sfidanti, ma certo non ‘riciclati’ e di certo qualche colpo a sorpresa, magari imprenditori o uomini di cultura.
Ma da domani parte soprattutto l’attacco sull’agenda del governo, con un anno davanti prima di poter scendere in campo direttamente per palazzo Chigi. “Letta non potra’ piu’ prescindere dal Pd”, ha avvetito la renziana di ferro Simona Bonafe’.
E i tempi sono stretti. Gia’ martedi’ sera Renzi vedra’ i gruppi parlamentari del Pd in vista della fiducia che Letta chiedera’ mercoledi’ alle Camere.
A meno che non vi sia uno slittamento. Tra i suoi non manca chi avrebbe preferito tappe meno serrate. Sarebbe stato meglio, ha spiegato un parlamentare vicino al sindaco di Firenze, aspettare intanto l’assemblea nazionale che domenica ratifichera’ l’elezione a segretario. E qualche giorno in piu’ avrebbe consentito a Renzi di discutere con maggiore agio da subito con il premier il ‘patto’ che, e il sindaco di Firenze lo ha preannunciato, sara’ messo a punto entro gennaio. Di certo, tutto dovra’ avvenire alla luce del sole, e’ il consiglio che in molti danno a Renzi sapendo di sfondare una porta aperta. Niente vertici segreti, niente ‘tunnel’. Tutto dovra’ essere trasparente. (AGI)

Redazione

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