Il Cairo, 6 lug. – Decine di morti (almeno 37) e centinaia di feriti il bilancio degli scontri in Egitto nel venerdi’ della rabbia dei Fratelli musulmani per la deposizione del presidente, Mohamed Morsi. Nella notte l’Alleanza nazionale a sostegno della legittimità, un cartello di partiti e movimenti islamici di cui fa parte anche la Fratellanza, ha annunciato nuove proteste “pacifiche” per chiedere che venga reinsediato Morsi. Nelle stesse ore la polizia ha arrestato Khairat al-Shater, uno dei piu’ influenti collaboratori di Morsi.
Un prete copto e’ stato assassinato a el-Arish, capoluogo della provincia egiziana del Sinai Settentrionale: lo hanno riferito fonti delle forze di sicurezza locali, secondo cui il religioso e’ stato crivellato di proiettili.
La penisola da due giorni e’ interessata da diversi attacchi di miliziani armati che si ritiene siano seguaci dei gruppi islamisti come i Fratelli Musulmani, cui fa capo il deposto presidente Mohamed Morsi: l’omicidio sarebbe tuttavia il primo delitto a sfondo settario nella regione, dove finora erano state prese di mira solo le autorita’ civili. Gli integralisti islamici hanno criticato ferocemente il papa copto Tawadros, leader spirituale degli otto milioni di cristiani d’Egitto, per essersi schierato contro Morsi e a favore dei militari golpisti.
La situazione preoccupa il premier Enrico Letta che ha ricevuto oggi il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, per un aggiornamento sugli sviluppi in corso in Medio Oriente, anche alla luce della recente visita compiuta in Israele e nei Territori dell’Autonomia Palestinese. Con riferimento alla situazione in Egitto, e’ stata espressa – si legge in una nota – grande preoccupazione. Da parte italiana si auspicano l’immediata fine di ogni violenza e l’avvio di una transizione rapida e inclusiva.
Intanto oggi dovrebbe essere nominato il nuovo primo ministro dell’Egitto in sostituzione di Hisham Qandil, deposto dalle Forze Armate insieme al presidente islamista Mohamed Morsi: lo riferiscono i quotidiani controllati dallo Stato, confermando che tra gli aspiranti alla guida dell’esecutivo rimane favorito il leader dell’opposizione unitaria, Mohamed El Baradei. Da ultimo si e’ schierato per la designazione del 71enne ex direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica anche il nasseriano Hamdeen Sabahi, numero uno di ‘Karama’ (Dignita’; ndr), formazione di sinistra affiliata al Fronte Nazionale di Salvezza.
Nel frattempo fonti giudiziarie hanno riferito che da lunedi’ inizieranno gli interrogatori degli esponenti dei Fratelli Musulmani arrestati nel corso del colpo di stato di tre giorni fa. Sara’ interrogato lo stesso Morsi, del quale ancora non e’ chiaro dove sia sottoposto a “custodia preventiva”, come annunciato dalle autorita’ ora al potere. Tra le accuse mossegli, in particolare, quella di ‘vilipendio della magistratura’. (AGI)


