Onnipresente, onnisciente, onnivoro, onnipotente, onnivirile: l’invasione di Berlusconi in tutte le tv pare non volersi placare. E se nelle settimane scorse lo avevamo visto impegnato ad espletar plastici con Vespa o a confessar amori nuovi con la D’Urso in un siparietto tutto latte, miele e sdolcinato sentimento pre e post adolescenziale, ecco che l’ex Premier, mai sazio di cotanta overdose di tv, scende dalle “stelle” e si palesa al tg4, pronto a far sentire la sua voce con un’intervista, nella quale è tornato ad attaccare il governo Monti. Farlo crollare con una spallata, per poi tendere una mano per provare a farlo camminare nella stessa direzione, per poi, ricevuto il rifiuto e il ben servito, sgambettarlo nuovamente, a mò di bimbo che fa le bizze, poiché il giocattolo gli sta sfuggendo di mano: ‹‹L’agenda Monti non è altro che la continuazione della politica del Governo tecnico, su ispirazione della Germania. Una cura sbagliata, che ha portato ai numeri che conosciamo, con i risultati negativi›› ha affermato il leader del Pdl, mostrando tutta la sua esperienza in risultati negativi e in “cure miracolose” ad personam. Così, dopo aver preso il là con una bella stoccata a SuperMario, si è tolto la maschera da nemesi antagonista dell’ex Commissario europeo, per indossare quella sorridente dell’alleato fidato, rivolgendosi, dunque, alla cara vecchia Lega, un anziano lupo dal pelo ispido, bisognoso di qualcuno che lo renda un po’ più liscio: ‹‹Non ho obiezioni ad un vicepresidente leghista se il Carroccio ci darà un contributo elettorale. Resto convinto che la soluzione migliore sia la maggioranza assoluta del Pdl, ma se la maggioranza si raggiungesse con un solo alleato, che è la Lega – ha tenuto a precisare – con cui abbiamo lavorato bene, questa potrebbe essere una soluzione. Per quanto riguarda la Lega, spero possa rimanere nostra alleata››. D’altronde l’asse Lega-Cavaliere è un tutta un do ut des iniziato agli albori politici della padana speme e che non pare destinato ad estinguersi negli orfici disegni dei sognanti barbari maroniani, anche perché ha voluto evidenziare l’astuto Berlusconi ‹‹se non fosse possibile (questa alleanza ndr) il Carroccio sarebbe isolato e non riuscirebbe a portare a Roma le istanze dei suoi elettori al Nord. Inoltre perderemmo la Lombardia e poi cadrebbero il Piemonte e il Veneto›› e trentatré salentini entrerebbero a Trento tutt’e trentatré tarantalando, e da qui alla venuta dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, dal chiaro accento calabrese, poco ci mancherebbe: i vichinghi padani vedono già tremare le proprie ampolle.
Infine, dopo aver puntellato – con bastone e carota – le alleanze, tirato frecce avvelenate agli oppositori e in particolare a Monti, il Cavaliere, che nel frattanto era miracolosamente in diretta telefonica anche con la comunità incontri di Don Pierino Gelimini, ha tratteggiato il suo futuro eventuale team di ministri: ‹‹Sarò circondato da una squadra di protagonisti del mondo del lavoro. Il 50% dei candidati arriverà proprio dall’imprenditoria, tutti con una propria rendita, così da non doversi preoccupare di fare soldi con la politica. Il 10% dei candidati, infine, saranno i nostri giovani parlamentari che hanno lavorato bene e che si sono dimostrati capaci e appassionati››; dal mondo dello spettacolo, costellato da subrettine, nani da circo, burlesque e igieniste dentali, senza scordarsi le nipoti di Mubarak, il team adesso sarà formato da “fenomi” di tutt’altro spessore: questo ed altro in onda ogni giorno su tutti gli schermi e su ogni canale…se lo vogliate o meno!



