In queste ore stiamo assistendo al tentativo del PD di formare una maggioranza di governo ed in particolare al tentativo di coinvolgere il movimento 5 stelle, strada di per sé già preclusa, in quanto il movimento grillino ha già dichiarato che non intende apparentarsi alla vecchia politica, che ritiene morta.
Stando così i fatti, a Bersani non resta che percorrere una via d’uscita, vi spieghiamo quale. Che le elezioni politiche siano state deludenti per il PD è infatti una circostanza che tutti, bene o male, hanno analizzato ed ammesso, ma ciò che forse è sfuggito ai più è l’importante dote che questo Parlamento ha raccolto dal precedente, ovvero la nomina del Presidente della Repubblica.
Davanti ad un tale scenario politico, appare a chi scrive evidente che il futuro politico di Bersani e dell’apparato che lui rappresenta, è salvo solo se in prima persona diventasse Presidente della Repubblica. Da Presidente lui potrebbe sciogliere le camere ed indire nuove elezioni, lasciando spazio all’antagonista Renzi senza il rischio di nuove primarie, che vedrebbero certamente la sua corrente soccombere davanti al rinnovamento del Sindaco di Firenze. Da Presidente Bersani potrebbe garantire le posizioni dei suoi all’interno del partito ed evitare così una spaccatura, mentre Renzi, da candidato Premier, potrebbe ottenere il via libera per un partito più moderno che gli consenta di superare la contrapposizione ventennale con il centro destra.
Di fronte a questo nuovo scenario ne ricaverebbe un vantaggio sia il centro-destra che, pur all’opposizione, potrebbe condividere finalmente una vera riforma della giustizia con l’abolizione del carcere preventivo, sia il movimento grillino, cui resterebbe il grande ruolo di controllore degli interessi degli italiani, una sorta di sentinella contro la naturale predisposizione della politica allo spreco.
Ognuno avrebbe il suo ruolo e gli italiani, davvero, potrebbero sperare di essere alla vigilia di un Italia migliore.


