“Che quello di Zingaretti è solo un bluff, l’hanno finalmente capito anche gli elettori. Non è un caso se, in così pochi giorni, Francesco Storace ha guadagnato tanti punti nei sondaggi. Basta vedere l’ultimo pubblicato – commissionato da Affaritaliani.it – che lo dà a soli 8 punti di distanza da quello che era, ma a quanto pare non lo è più così tanto, il favorito. Da qui al 24 febbraio ci saranno sicuramente nuove sorprese”. lo dichiara Fabrizio Santori, candidato al consiglio regionale del Lazio con La Destra.Storace è in piena rimonta. Ora sono 8 i punti da Zingaretti.
ESCLUSIVO. Il sondaggio commissionato da Affaritaliani.it alla società Datamonitor, riapre la corsa verso la presidenza della Regione Lazio. Con il ritorno dei Radicali, riammessi dal Tar, la distanza tra i due big della campagna elettorale si accorcia a 8 punti. Anche il voto di coalizione conferma lo spostamento degli elettori: centrodestra al 30,4 e centrosinistra al 39,9. La differenza la faranno gli indecisi e gli astenuti che sono di fatto il secondo partito con il 38,4%. Rossodivita irrompe con il 2,5%. Se si andasse al voto oggi nessuno dei due principali contendenti avrebbe la maggioranza al Consiglio regionale
Venerdì, 1 febbraio 2013 – 18:21:00
di Fabio Carosi
Meno 23 giorni e 8 punti di differenza. La competizione elettorale per la conquista della Regione Lazio, monopolizzata dai sondaggi che davano Nicola Zingaretti già con le mani appoggiate sui braccioli della sedia, si riaccende.
Storace avanza, l’aveva già detto il sondaggio di Tecné e l’ultima rilevazione commissionata da Affaritaliani.it alla società Datamonitor conferma che è in atto una clamorosa rimonta. Chi fa la differenza nel calendario della corsa “cristallizzato” al giorno 1 febbraio è la riammissione della lista dei Radicali, decisa in extremis dal Tar a fine gennaio. Per meglio comprendere cosa sta accadendo, basta guardare le differenze tra il sondaggio sulle liste e sull’aggregato e quello sui possibili candidati. L’ingresso tra i papabili di Giuseppe Rossodivita vale qualcosa come 2,5 punti che nel confronto tra le coalizioni accorcia il vantaggio del centrosinistra sul centrodestra. E l’effetto si ripercuote sui candidati: Zingaretti 40%, Storace 32%.
Meno 23 giorni e 8 punti di differenza. La competizione elettorale per la conquista della Regione Lazio, monopolizzata dai sondaggi che davano Nicola Zingaretti già con le mani appoggiate sui braccioli della sedia, si riaccende.
Storace avanza, l’aveva già detto il sondaggio di Tecné e l’ultima rilevazione commissionata da Affaritaliani.it alla società Datamonitor conferma che è in atto una clamorosa rimonta. Chi fa la differenza nel calendario della corsa “cristallizzato” al giorno 1 febbraio è la riammissione della lista dei Radicali, decisa in extremis dal Tar a fine gennaio. Per meglio comprendere cosa sta accadendo, basta guardare le differenze tra il sondaggio sulle liste e sull’aggregato e quello sui possibili candidati. L’ingresso tra i papabili di Giuseppe Rossodivita vale qualcosa come 2,5 punti che nel confronto tra le coalizioni accorcia il vantaggio del centrosinistra sul centrodestra. E l’effetto si ripercuote sui candidati: Zingaretti 40%, Storace 32%.
Al primo febbraio, dunque la coalizione che guarda a Zingaretti come leader scende al 39,9%, mentre la parte opposta dell’universo politico regionale raggiunge e supera la quota critica del 30 grazie proprio all’impulso che arriva dai Radicali.
Al partita ora si riapre, anche perché mancano tre settimane al voto e l’intero universo del centrodestra regionale sembra quasi salito sull’onda che sta invertendo i pronostici alla Camera e al Senato. La regola, poi, vuole che i “giochi” si facciano nell’ultima settimana visto che il sondaggio di Datamonitor fissa al 38,4 per cento gli elettori che sono ancora indecisi o che nel giorno in cui si apriranno le urne andranno a fare tutt’altro che votare. Ed è proprio su questo esercito che farà la differenza che si sta concentrando il gran lavoro dei candidati.
Come accaduto per le precedenti rilevazioni, anche in questa occasione ci sono due elementi che aprono il campo ad una maggioranza in Consiglio regionale difficile da conquistare. Zingaretti o Storace, chi conquisterà la presidenza praticamente avrò una regione ingovernabile. Pesano come macini la Lista Bongiorno e il Cinque Stelle, appaiati all’11 per cento. Chi salirà, dovrà per forza corteggiare una delle due liste per portare a casa quella maggioranza che consente la ratifica delle leggi, tra cui anche i bilanci.
La fotografia di Datamonitor consegna un Lazio ingovernabile e il candidato dato come perdente in grande smalto. Gli spin doctor di Nicola Zingaretti sono avvisati. Da questo momento è vietato sbagliare anche un colpo. Diversamente sarebbe un’emozionante testa a testa.
Al partita ora si riapre, anche perché mancano tre settimane al voto e l’intero universo del centrodestra regionale sembra quasi salito sull’onda che sta invertendo i pronostici alla Camera e al Senato. La regola, poi, vuole che i “giochi” si facciano nell’ultima settimana visto che il sondaggio di Datamonitor fissa al 38,4 per cento gli elettori che sono ancora indecisi o che nel giorno in cui si apriranno le urne andranno a fare tutt’altro che votare. Ed è proprio su questo esercito che farà la differenza che si sta concentrando il gran lavoro dei candidati.
Come accaduto per le precedenti rilevazioni, anche in questa occasione ci sono due elementi che aprono il campo ad una maggioranza in Consiglio regionale difficile da conquistare. Zingaretti o Storace, chi conquisterà la presidenza praticamente avrò una regione ingovernabile. Pesano come macini la Lista Bongiorno e il Cinque Stelle, appaiati all’11 per cento. Chi salirà, dovrà per forza corteggiare una delle due liste per portare a casa quella maggioranza che consente la ratifica delle leggi, tra cui anche i bilanci.
La fotografia di Datamonitor consegna un Lazio ingovernabile e il candidato dato come perdente in grande smalto. Gli spin doctor di Nicola Zingaretti sono avvisati. Da questo momento è vietato sbagliare anche un colpo. Diversamente sarebbe un’emozionante testa a testa.


