Sono 100.000 gli occupati nel settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) del Lazio, quasi il 25% dell’intero comparto in Italia. Questo corrisponde a circa 18.000 società che hanno sede ed uffici nella nostra Regione, e cioè al 12% del totale delle imprese in Italia e al 9% del Pil della Regione.Questi i dati emersi durante il Convegno di oggi, cui é intervenuto Nicola Zingaretti, Lazio Digitale: crisi, opportunità, strategie – Esperti e lavoratori del settore ITC a confronto con la politica, tenutosi a Roma presso la Casa San Bernardo e organizzato dall’associazione Rompiamo gli schemi, a sostegno della candidatura di Imma Battaglia al Consiglio regionale del Lazio nella lista civica di Zingaretti.
E’ la prima volta che si dà voce, attraverso il megafono di un evento pubblico, ad un settore che subisce in silenzio i contraccolpi della crisi, perché poco sindacalizzato, seppure ad alto rischio di disoccupazione. Sono infatti intervenuti i lavoratori e le lavoratrici prossimi alla cassa integrazione (per loro ha parlato Marco Onorati di Almaviva); i dirigenti “cacciati”, fotografati nei dati di Michele D’Amore, direttore Manageritalia Roma. Si è discusso delle difficoltà delle PMI (Roberto di Giulio, amministratore delegato Meware) e delle prospettive di mercato che si profilano dall’Europa, nei settori della Green Car Initiative (Sergio Barbarino di P&G Brusells) e dell’Agenda Italia (Giuseppe Buono e Fabio Meloni membri del direttivo di Rompiamo gli schemi). Un taglio particolare è stato dato da Marco de Giorgi direttore generale dell’Unar, che ha raccontato il tema delle discriminazioni di genere e orientamento sessuale nel settore ICT. L’incontro è stato moderato da Giovanni Anversa, giornalista di Rai 3, attento e presente sui temi sociali del nostro Paese.
‘Ritengo particolarmente strategici per il Lazio i temi dell’Agenda Digitale – sottolinea Imma Battaglia, dirigente ICT e candidata al Consiglio regionale – per le grandi opportunità che possono rappresentare per lo sviluppo, ma anche rispetto alle criticità che oggi vive il settore ICT. In una Regione in cui fare impresa significa in media 14 mesi di ritardo dei pagamenti da parte della PA nella Regione, soltanto l’1,8% del Pil regionale investito in Ricerca & Sviluppo (solo a Parigi è il 3%) e tassi di occupazione di donne e giovani tra i più bassi d’Europa, ci troviamo di fronte ad una realtà fatta di disoccupati e precari silenti, che non si mobilitano, né fanno sciopero, perché poco rappresentati a livello sindacale. Per me si tratta di un paradosso inaccettabile: per vent’anni mi sono impegnata per difendere i diritti degli omosessuali e per far sentire la loro voce contro ogni forma di discriminazione e adesso mi rendo conto che è proprio il settore in cui ho lavorato tutta la vita che ha bisogno di farsi ascoltare. Intendo rappresentare le istanze di una categoria che rischia di migrare gradualmente tra i nuovi poveri: per questo voglio rimettere al centro del dibattito politico la questione dello sviluppo e della crescita, in primis, e di conseguenza della disoccupazione e del precariato.
Proponiamo quindi di costituire una rete civica garante specializzata su Innovazione e Tecnologie che:
supporti le istanze di tutela di lavoratori, lavoratrici e dirigenti del settore ICT; vigili sulle gare d’appalto rispetto ai prezzi del personale e alle qualifiche ICT; supporti e agevoli la partecipazione delle aziende del Lazio ai programmi quadro europei tipo PPP; lavori per riqualificare il Dipartimento di Informatica dell’Università ‘La Sapienza’ di Via dei Piceni (bellissima architettura degli Anni Ottanta abbandonata a San Lorenzo) per creare un campus tecnologico di ricerca ICT che agisca da fucina di avviamento all’informatica e da Service Center per agevolare aperture di imprese tecnologiche giovanili. Per questo sostengo l’Agenda Digitale, soprattutto dopo aver avuto il privilegio di lavorare con il direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Agostino Ragosa, del quale condivido la visione per il futuro del Paese: nuove tecnologie, servizi digitali, crescita. Dobbiamo compiere ancora un lungo percorso nella direzione di una maggiore competitività, necessaria al futuro di tutti. Perciò è necessario porre in atto strategie condivise per lo sviluppo digitale della Regione Lazio e di tutto il Paese: per i diritti di tutti, per la dignità di ognuno”.


