I Ragazzi del Castello – Gornja Bistra, Una favola senza lieto fine
Arrivando di sera a Gornja Bistra, dall’ampio parco innevato che riflette le luci da dentro il Castello barocco, puoi anche per un attimo immaginare che dopo aver suonato, un cameriere impeccabile aprirà facendosi porgere il tuo invito per la splendida festa in corso al Castello.
Solo per un attimo.  Perché chi entra da quella porta, in quel Castello, sa che ormai da tempo non c’è musica, nessuno balla….e dalle moribonde tastiere dell’unico pianoforte dell’ospedale, alcuni meravigliosi ragazzi strimpellando note inconsulte la loro musica nella testa la immaginano molto diversa.  E chissà che la loro immaginazione non possa essere superiore a qualunque altra sinfonia mai ascoltata. Non lo sappiamo.
E non sappiamo cosa vorrebbe nascondere dietro alle sue grandi mani adulte quel ragazzo dalla folta ed ispida chioma.  Usa forse le grandi mani per ripararsi dagli sguardi e dai pensieri altrui, perché magari potrebbe importargli se fossero pensieri ilari, o perfino caritatevoli.
Di alcuni viene certo il pensiero che non stiano pensando per niente, ed allora ci consoliamo perché chi non pensa non soffre.
E osservando la risata di un altro piccolo ospite, così evidente la piena allegria, quasi  ne ascoltiamo anche il suono, che echeggia per tutto l’ospedale ed in altri mondi: basta per tutti gli altri, quelli che non ridono…
…Come “scimmia” per esempio, la cui abilità tra le sbarre del suo letto è paragonabile alle scimmie vere in una foresta.  Lui però rimane in gabbia.  Non solo non ride, ma la serietà dello sguardo quando si ferma a pensare è imbarazzante per noi.
La ragazza “grande” ha forse un’età che dovrebbe vederla già dimessa da tempo.  Ha lo sguardo sognante e candido mentre parla del suo fidanzato. Un lui esiste davvero? Non sappiamo nemmeno questo, ma lei non se ne cura, come non si cura dei suoi denti cariati e della zazzera di capelli che forse in una vita diversa avrebbe tenuto lunghi.
Chi ha osservato e vissuto anche solo per un pò con  i ragazzi di Gornja Bistra ha una ragione nel cuore che li spinge a tornare, come i volontari italiani che quando non possono ripetere il loro viaggio fisicamente, lo rifanno con il cuore all’infinito.
I ragazzi di Gornja Bistra però hanno bisogno che ci siano anche altri.  Coloro i quali  potrebbero cambiare l’Ospedale ed il suo stato reale di degrado.  Manca il personale adeguato per gli oltre cento ragazzi che vivono lì.  Mancano le risorse economiche per rinnovare le attrezzature mediche antiquate ed insufficienti.  Manca molto altro…ma il mondo non lo sa.
Lucia D’Aleo

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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