Lo psicologo Matteo Sinatti l’8 maggio a Cattolica con lo spettacolo “Come rialzarsi e tornare a sorridere”.
Lo psicologo, formatore e speaker Matteo Sinatti sarà al Teatro della Regina di Cattolica il prossimo 8 maggio con lo spettacolo “Come rialzarsi e tornare a sorridere” che sta riscuotendo tanti sold out in tutta Italia. Sarà un momento di dialogo e condivisione con il pubblico guidato dal dott. Sinatti che con ironia e un linguaggio semplice ma autentico accompagnerà i presenti attraverso storie, riflessioni e spunti utili a chiunque abbia attraversato una difficoltà e senta il desiderio di ripartire. Abbiamo parlato con lui del significato profondo di questo suo spettacolo.

Lo psicologo Matteo Sinatti l’8 maggio a Cattolica presso il Teatro della Regina di Cattolica – L’intervista
“Come rialzarsi e tornare a sorridere” è lo spettacolo che lei porterà a Cattolica. Cosa deve aspettarsi il pubblico?
“La finalità è ritrovare il sorriso. Per farlo bisognerà però attraversare delle fasi dentro lo spettacolo che avranno a che fare con la commozione, le lacrime, la tenerezza verso se stessi e il perdono. “Come rialzarsi e tornare a sorridere” è un monologo con una cantante che accompagna il tutto”.
“Perdersi è un imprevisto. Ritrovarsi è una scelta”: ci spiega questo concetto?
“Perdersi è un imprevisto nel senso che può capitare accidentalmente di vivere delle situazioni che non capiamo e hanno il potere di muovere qualcosa dentro di noi come una ferita. Ritrovarsi non è semplicemente far passare il tempo in sordina, ma prendere la decisione di ritrovare delle risorse dentro di noi. È l’uomo stesso che le cerca in sé per ritrovarsi”.
Quando la vita ci mette di fronte alle difficoltà e si perde il sorriso, come ci si rialza?
“Ci si può rialzare in due modi. Utilizzare una forza che è dentro di noi ossia l’archetipo del folle ossia un sì che alberga la nostra anima che ci permette di sdrammatizzare e non prenderci troppo sul serio. Ma quando ciò che ci ha fatto perdere il sorriso è qualcosa di profondo, abbiamo bisogno di attingere a una domanda che tutti abbiamo ma che è difficile da scoprire e ci sarà bisogno di un metodo che sarà condiviso nello spettacolo”.
Quando ci si perde, perché ritrovarsi è una decisione che richiede coraggio, ascolto e responsabilità verso se stessi?
“Nelle situazioni più profonde, come ho detto, ci si deve porre una domanda giusta che è scomoda: la mente non collabora per rispondere ad essa, vorrebbe fuggire via e lì c’è bisogno di coraggio e attingere a un altro archetipo che è quello del guerriero. Ci sono dei sintomi che indicano dove risiede il nostro coraggio”.
Come si riesce a darsi una nuova possibilità nelle situazioni difficili?
“Il mio consiglio è non agire d’impulso quando ci si sente male l’istinto è cessare il dolore, richiamare una persona, vendicarsi, autodistruggersi a volte. Dobbiamo dare il tempo invece alla nostra anima di ricongiungersi al presente perché qualcosa è rimasto indietro. In questo caso bisogna aspettare un segno in noi stessi perché qualcosa è rimasto indietro. Per farlo c’è bisogno di coraggio, pazienza ed evitare l’urgenza. La declinazione del coraggio nel metodo che propongo è saper gravitare una domanda scomoda”.
I biglietti per lo spettacolo di Cattolica sono in vendita su TickeOne.


