È andata in scena ieri l’ultima replica dello spettacolo “Meglio così” che ha donato alla platea un magico momento – quale quello teatrale – che si è fatto portavoce di una verità nascosta e dolorosa. L’eccellente interpretazione degli attori ha restituito la complessità dei personaggi sfaccettati dal punto di vista psicologico e inseriti all’interno di una storia intensa e disarmante, vestita di leggerezza ma intrisa di dolore, ironia, umanità e speranza.
Il testo, scritto da Chicca Ferulli, in collaborazione con la regia di Alessandro Di Rienzo, svela l’empatia e l’amarezza che si cela talvolta dietro una risata: le certezze e gli affetti attorno a cui ruota l’esperienza umana si scontrano con dinamiche intricate messe in scena da personaggi che prendono vita, assumendo la corporeità e la complessità dell’essere umano in carne ed ossa.
Attraverso il linguaggio tipico della commedia, emerge un senso di smarrimento e di abbandono profondamente umano ma anche l’accettazione e la volontà di attraversare quella perdita e quella sconfitta, fiduciosi nell’importanza della solidarietà.
Il potere della sorellanza e dei legami scelti, infatti, permea l’intera scena finale che si fa portavoce di una comunità dove si percepisce il reale senso di un’identità e di un affetto sincero e autentico, non fittizio o imposto da legami di sangue.
La profonda intimità e l’intesa palpabile tra i protagonisti aderiscono perfettamente al tema che porta alla luce la purezza e la veridicità delle relazioni, siano esse amicali o amorose, seppur vissute in ambienti difficili e pesanti laddove l’unico porto sicuro e l’unica àncora di salvezza risultano essere l’amore per se stessi e per gli altri.
Si tratta di una commedia che amplifica e sublima un dramma capace di stimolare un sentimento di affezione da parte del pubblico nei confronti dei personaggi, ciascuno dei quali racchiude dentro di sé una rottura e, nello stesso momento, una forza e una storia di rinascita e di rivincita.