Il 3 luglio 1971 il cantante della band dei Doors, Jim Morrison, spirava il suo ultimo respiro dopo lunghi anni travagliati a seguito di un abuso di droghe e alcool in cui si era rifugiato poco prima di morire.
Rappresentante del fermento culturale degli anni Sessanta, tra il rock psichedelico e le esigenze di espressione della nuova generazione, la sua musica è stata per molti giovani un punto di riferimento, capace di dar voce alle paure, alle inquietudini e a tutti quei sentimenti repressi di libertà che il gruppo dei Doors riversava nelle tinte variegate del rock, del jazz e del pop.
Nel corso della sua carriera, Jim Morrison ha sempre cercato di trasmettere un monito generazionale per l’abbattimento delle barriere e dei limiti sociali, puntando a uno stile libero e liberatorio, come mostra la canzone Break on Through.
Spirito innova
tivo e poliedrico, si è cimentato non solo nel mondo della musica ma anche in quello poetico-letterario, filosofico, psicologico, teatrale, ispirandosi a intellettuali come William Blake, Friedrich Nietzsche e Arthur Rimbaud.
Tra le esperienze in ambito teatrale si ricordi la rappresentazione di Calapranzi di Harold Pinter, oltre ad altri spettacoli tenuti a San Francisco.
Attualmente la sua tomba è meta di molti turisti che si recano a Parigi al cimitero di Père-Lachaise dove sono sepolti, oltre a Morrison, anche grandi letterati come Balzac e Oscar Wilde.

“You know the day destroys the night Night divides the day Tried to run Tried to hide Break on through to the other side […]”