Luca Rallo è uno chef pizzaiolo che incarna l’autenticità e l’innovazione della cucina napoletana a Roma. Proprietario di “Fantasie di Napoli”, due locali nella Capitale in zona Prenestina e Lunghezza che combinano sapientemente tradizione e innovazione partenopea, Luca è una figura di spicco nel settore. La sua passione per la pizza va oltre i confini, essendo non solo un maestro nell’arte della pizza tradizionale napoletana, ma anche un due volte campione del mondo di pizza senza glutine. Con la sua abilità nel creare esperienze culinarie eccezionali, Luca valicherà l’Oceano per arrivare in Giappone per la “Pizza Master Cup” a Tokyo. Lo abbiamo intervistato.
Cosa ti ha spinto, da napoletano e pizzaiolo, a partecipare alla Pizza Master Cup a Tokyo?
Essendo napoletano, la passione per la pizza è nel mio DNA, mio padre poi mi ha tramandato questa nobilissima arte e gliene sarò sempre grato. Portare la tradizione pizzaiola napoletana prima che italiana è un onore e una responsabilità che porto con me in ogni competizione. La mia partecipazione a questo evento è stata motivata principalmente dalla voglia di condividere non solo le mie abilità culinarie, ma anche la millenaria tradizione della pizza napoletana con una cultura così affascinante e diversa come quella giapponese.
Come pensi di adattare le tue creazioni, radicate nella tradizione napoletana, per conquistare i palati giapponesi?
Assolutamente, è una sfida stimolante. La tradizione pizzaiola napoletana è caratterizzata dall’impasto morbido e dalla cottura veloce nel forno a legna, e io ho adattato queste tecniche per soddisfare i gusti raffinati dei palati giapponesi. Sono sicuro che riuscirò a creare delle creazioni uniche e indimenticabili che sapranno conquistare anche i palati più esigenti, portando con me tutto il calore e l’autenticità della pizza napoletana.
Questa partecipazione è molto più di una semplice competizione culinaria, sembra essere anche un ponte culturale. Puoi dirci qualcosa in più su questo aspetto?
Assolutamente, la pizza è molto più di un piatto. È un simbolo di condivisione, di convivialità e di unione. Essendo napoletano, porto con me non solo le abilità culinarie, ma anche la cultura e la tradizione della mia città. Partecipare a questo evento rappresenta proprio questo: un ponte culturale tra Napoli, l’Italia e il Giappone. Sono convinto che attraverso la pizza possiamo trasmettere non solo il nostro amore per il cibo, ma anche la nostra cultura e le nostre tradizioni.
Sei stato due volte campione del mondo di pizza senza glutine, un titolo di grande prestigio. Come pensi di portare avanti il tema in Giappone?
Il senza glutine è un tema molto importante per me, nei miei due locali tutto il mio menù è anche senza glutine, ed ho attenzione massima in tal senso. Sono consapevole delle esigenze alimentari e delle restrizioni dietetiche sempre più diffuse, ho lavorato duramente per perfezionare le mie ricette senza glutine e offrire un’esperienza culinaria eccezionale anche a coloro che devono seguire quel tipo di alimentazione. Durante l’evento in Giappone, presenterò alcune delle mie creazioni senza glutine, dimostrando che è possibile gustare una pizza deliziosa e autentica anche senza glutine. Spero che la mia partecipazione possa sensibilizzare ulteriormente sull’importanza di offrire opzioni senza glutine nella ristorazione e nell’industria alimentare in generale. In Giappone sono ancora molto indietro rispetto a noi italiani in questo ambito.
Quali sono le tue aspettative per la Pizza Master Cup e cosa ti aspetti dalla competizione?
Le mie aspettative sono alte, ma sono anche consapevole della qualità dei miei concorrenti. Mi aspetto una competizione serrata, ma sono fiducioso nelle mie capacità e sono determinato a dare il massimo per rappresentare al meglio la tradizione pizzaiola napoletana. Spero di lasciare un’impronta positiva e di portare a casa un risultato soddisfacente non solo per me, ma per tutta la mia città e per l’Italia intera.
Cosa significa per te essere parte di questa esperienza unica e quale messaggio vorresti trasmettere attraverso la tua partecipazione?
Essere parte di questa esperienza è un onore e un privilegio. Significa avere l’opportunità di rappresentare non solo me stesso, ma anche la mia città e la mia tradizione culinaria in un contesto internazionale. Attraverso la mia partecipazione, spero di trasmettere il messaggio che la passione per l’eccellenza culinaria e la tradizione pizzaiola napoletana non hanno confini geografici e che la pizza può davvero unire due mondi distanti, portando con sé tutto il calore e l’autenticità della nostra cultura.