Il 3 aprile 1972 l’attore comico Charlie Chaplin riceveva il premio Oscar alla carriera negli Stati Uniti, dove era ritornato dopo essere stato costretto ad allontanarsi a seguito del supporto dato agli artisti comunisti.
Uno dei più importanti e caratteristici interpreti del mondo cinematografico a livello internazionale, Chaplin ha costruito la sua fama attorno al personaggio del “vagabondo”, il celebre Charlot, che porta in scena una riflessione comica e malinconica circa le ingiustizie della società capitalistica nei confronti delle classi sociali meno abbienti.
Protagonista del cinema muto e di una comicità singolare che deve la sua evoluzione al comico francese Max Linder, l’attore ha dedicato tutta la sua intera vita al mondo dello spettacolo, producendo lavori che rispecchiano le idee politiche e la società del tempo. Tra i suoi capolavori si ricordino: Luci della ribalta – con il quale ha vinto l’Oscar per la migliore colonna sonora drammatica -, Luci della città, Tempi Moderni, Il Monello – che gli ha garantito la consacrazione come star -, Il grande dittatore.
La sua condizione di disagio e di precarietà, sin dalla più tenera età, e gli anni vissuti in orfanotrofio con il fratello emergono nei suoi film con protagonista l’alter ego Charlot e gli hanno permesso di riversare tutto il proprio mondo interiore nell’arte, nel canto e nella recitazione – passione tramandatagli dalla madre.
Le prime esperienze su un palcoscenico provengono dal mondo del circo e, in particolare, dalle collaborazioni negli spettacoli itineranti della compagnia di pantomime di Fred Karno.
Nel 1919 fonda la United Artists con David Wark Griffith, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, con i quali inizia a condurre tutta la fase di produzione cinematografica, producendo capolavori come La febbre dell’oro; il personaggio di Charlot, nato tra il 1914 ed il 1915, è rimasto nella memoria collettiva per la sua figura originale e il suo comportamento e abbigliamento caratteristico, con la giacca nera, gli inconfondibili baffi, le scarpe e i pantaloni troppo larghi, la bombetta e il bastone, che gli hanno donato un andamento trasandato e dolce tanto da garantire il processo di affezione in gran parte del pubblico per generazioni e generazioni.