Nico Fidenco, nome d’arte di Domenico Colarossi, nasceva il 24 gennaio 1933 a Roma, in un’epoca in cui la musica italiana stava trovando la sua grande popolarità attraverso le hit estive e le delicate canzoni d’amore, volte a scuotere le necessità e le novità di una nuova generazione.
Con la sua voce e la sua musica malinconica e liberatoria, Fidenco è stato uno dei protagonisti delle giornate trascorse al juke box, che è stato il fulcro attorno al quale si radunavano i giovani degli anni Sessanta sulle spiagge italiane, ascoltando tra gli altri Adriano Celentano, il quale prese parte al film musicarello “I ragazzi del Juke Box” con Lucio Fulci.
Il carattere generazionale della musica, che era concepita come il simbolo della costruzione dell’identità giovanile, emerge anche nelle note delle canzoni di Fidenco, cantante di uno dei capolavori che celebravano il sentimento amoroso come “Legata a un granello di sabbia” – considerato il vero e proprio primo tormentone estivo – “Con te sulla spiaggia”, “Se mi perderai”, “Come nasce un amore”, “A casa di Irene”, “La voglia di ballare”, “Goccia di mare”, “Non è vero”, “Tutta la gente.”
La sua profonda passione per la Settima Arte lo portò a sperimentare numerose interpretazioni, da Moon River di “Colazione da Tiffany” con Audrey Hepburn, Just that same old line de’ “La ragazza con la valigia” con Claudia Cardinale, What a Sky per il film di Francesco Maselli “I delfini” e altre colonne sonore.
Nico Fidenco ha cavalcato l’onda delle trasformazioni di una generazione bisognosa di trovare un’identità e un punto di incontro – insito nel linguaggio musicale – che, proprio negli anni Sessanta, raggiunge il suo fulcro con le note dell’estate incise dalle voci di Mina, Celentano, Tony Dallara e Gianni Morandi, passando dalle canzoni balneari, ai balli sfrenati, alla musica della malinconia e della disillusione.