Oltre 170mila pagine, riguardanti tutti i Paesi del mondo, per la raccolta dati di 196 Paesi che si impegnano alla riduzione graduale dei combustibili fossili.
I Paesi appartenenti alle Nazioni Unite, a seguito dell’accordo internazionale di Parigi – per la cooperazione per il mantenimento del riscaldamento globale al di sotto della soglia critica al di sotto di 1,5°C- attraverso la presentazione del Global Stocktake, il cui articolo 14, evidenzia la necessità dello stato di avanzamento delle politiche climatiche, mirato a potenziare ed incrementare, eventuali piani d’azione chiamati “National Determined Contributions” -NDCs-, che ogni stato è tenuto a presentare ogni 5 anni. Cop28, dopo l’apertura della plenaria, ha subito approvato, con i 198 delegati, il bilancio degli impegni, tra i quali, la riduzione delle emissioni di gas serra. La prima raccolta dati, era già iniziata alla Cop26 di Gasglow in cui, tutti gli stati membri, infatti, vennero invitati a presentare i propri progressi e a presentare i rispettivi piani d’azione climatica. Documenti che, dovevano contenere i dati delle emissioni prodotte da ogni singolo Paese e gli obiettivi per la riduzione, entro il 2030 -a medio termine-, fino ad arrivare ai piani di adattamento, previsti entro il 2050.