Il 7 dicembre 1732 veniva inaugurato la Royal Opera House di Londra a Covent Garden.
Si tratta di uno dei teatri d’opera più importanti al mondo che, nel corso degli anni, ha subito una serie di lavori di riqualificazione e di ristrutturazione a seguito di continui incendi.
L’idea di costruire un nuovo teatro dalle dimensioni e dal prestigio mondiale deriva dall’attore e impresario teatrale John Rich che, originariamente, ne ha attribuito il nome di Her Majesty’s Opera House e il cui organo, alla sua morte, è stato posizione sul palco per celebrarne il valore e il ricordo del fondatore maestro.
Tra gli spettacoli andati in scena nei primi anni di storia del teatro si ricordano il balletto del Pygmalion e Il pastor fido di George Frideric Handel.
Al suo interno sono stati eseguiti tanti balletti, opere musicali e anche drammi parlati, all’epoca messi in scena solamente all’Opera House e al Theatre Royal.
Un primo lavoro di ristrutturazione dell’intero edificio risale al 1808 a seguito di un incidente nel quale sono stati disturbo diversi oggetti e materiali, tra cui anche l’organo del maestro. Per inaugurare la riapertura del teatro venne allestita l’esibizione di MacBeth di Shakespeare, il cui costo dei biglietti, però, aumentò vertiginosamente pur di compensare i costi dei lavori.
Tra opere, balletti, pantomime gli spettacoli si arricchirono ulteriormente di particolari luci teatrali introdotte nel 1837 dal manager William Charles Macready.
Il nome attuale di Royal Opera House risale al 1892, anno successivo a un altro crollo e a un’altra opera di ristrutturazione a cui il teatro venne sottoposto: tante sono state le opere portate in scena, tra cui “La Sonnambula” di Bellini del 1861, “Tosca” nel 1900 e “Madama Butterfly” di Puccini nel 1905.
Storicamente trasformata anche in luogo di deposito durante la Prima Guerra Mondiale, la Royal House è sempre stata un punto chiave per milioni di generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo e, tuttora, resta uno dei teatri d’opera più prestigiosi nella Gran Bretagna – ma anche a livello internazionale.