Non solo civili, ma anche militari israeliani, sarebbero nelle mani di Hamas e mentre la tregua è terminata e i massicci bombardamenti israeliani su Gaza ripresi, si cercano scambi ulteriori, per un nuovo “stop” agli attacchi.

Nella guerra tra Israele e Hamas non sono soli i civili, ad essere stati presi come ostaggi e proprio su questo punto, i palestinesi cercano di attirare l’attenzione. Durante una conferenza stampa in Sudafrica, a Città del Capo, Bassem Naim, ex ministro della salute di Gaza ed alto responsabile di Hamas, si sarebbe trovato propenso al dialogo per il possibile rilascio di tutti i soldati israeliani, in cambio di quelli palestinesi. E mentre gli ostaggi rilasciati da Hamas, iniziano a rilasciare informazioni sui metodi di detenzione degli ostaggi israeliani. L’ex ostaggio thailandese catturato ad ottobre e rilasciato nei giorni scorsi, ha riferito che le persone che erano con lui, di cui molti israeliani, venivano spesso picchiati anche con dei cavi elettrici, oltre che picchiati rudemente. Che il cibo nelle ultime settimane scarseggiasse anche per la popolazione palestinese e di conseguenza per gli ostaggi, era una possibilità confermata nelle parole di quest’uomo thailandese a cui, nelle ultime settimana, veniva offerto un solo pasto al giorno che consisteva in una pita  (il tipico pane palestinese), e poco tonno, da dividere con altre 4 persone, insieme a pochi pezzetti di formaggio e tra le altre cose, gli sarebbe stato consentito di farsi una sola doccia, in sette settimane di prigionia. Molti prigionieri israeliani, inoltre, sarebbero morti sotto i raid dello stesso governo di Netanyahu.