Nella giornata di oggi si celebra San Luca evangelista che, secondo la tradizione della chiesa cattolica, è l’autore del Vangelo secondo Luca, degli Atti degli Apostoli, il terzo ed il quinto libro del Nuovo Testamento.
Il suo culto si intreccia simbolicamente con l’immagine del toro, incarnato nel vitello o nel bue secondo le varie chiavi di lettura, risalente all’introduzione – nel suo Vangelo – del personaggio Zaccaria che era solito offrire sacrifici di tori.
È, inoltre, considerato il protettore degli artisti, creatore dei quadri di Maria, di San Pietro e San Paolo.
Luca, discepolo degli apostoli, è stato definito più volte da Paolo “compagno di lavoro”, un uomo di immensa cultura, basti pensare alla capacità con cui padroneggiava sapientemente la lingua greca, attraverso la quale leggeva anche la Bibbia, e sfoggiava una scrittura chiara e sapiente, in conformità con i valori e gli ideali classici dei sapienti greci del suo tempo.
Il Vangelo di Luca affonda le sue radici nel 70-80 d.C., si rivolge apertamente a Teòfilo, con uno stile che ricalca la sapienza e l’eleganza classica. Tra l’altro, “Teofilo” significa anche “amante di Dio”, ad indicare la volontà di ampliare il discorso è di indicizzare le sue parole anche a tutti i seguaci di Dio.
Secondo alcuni storici, le reliquie di san Luca sono giunte fino a Padova nel IV secolo; secondo altri, invece, il trasferimento risalirebbe al secolo VIII durante una persecuzione iconoclastica.
Una parte del suo cranio è stata traslata dalla basilica di Santa Giustina alla cattedrale di San Vito a Praga nel XIV secolo per volontà di Carlo IV di Lussemburgo, allora re di Boemia.
Una costola del corpo del santo è stata donata il 17 settembre 2000 al metropolita Hieronymos della Chiesa greco-ortodossa di Tebe.
Esiste un’altra reliquia della testa di Luca che si trova nel Museo Storico Artistico “Tesoro” nella basilica di San Pietro in Vaticano; un’altra reliquia, invece, è custodita a Cremona nella chiesa omonima gestita dai padri barnabiti.