Raffaella Carrà, l’icona della televisione italiana degli anni ‘70 e ‘80 e morta nel 2021, avrebbe compiuto 80 anni.

Un’artista a tutto tondo, cantante, conduttrice e ballerina, che ha segnato profondamente la storia televisiva, sia in Italia che all’estero.
A distanza di quasi due anni dalla sua scomparsa, ricordiamo la regina della televisione italiana con le tante iniziative divise in quattro giorni di programmazione su Rai Storia: un’occasione per rivivere l’infinita bellezza che la Carrà ha saputo trasmettere ai suoi telespettatori, passando da Il Musichiere di Mario Riva, da Canzonissima – suo successo televisivo degli anni ‘70 – fino ad arrivare alle tournée in Spagna, Belgio, Regno Unito, Germania, ottenendo diversi dischi d’oro e platino.
La sua empatia e le modalità di affezione del pubblico di telespettatori, legati alla sua figura, si evincono in alcuni dei programmi più noti come Pronto Raffaella e Carramba che sorpresa!, prime trasmissioni capaci di instaurare un rapporto diretto con l’audience televisiva. La risata e il sentimento di commozione, che riusciva a trasmettere nello stesso momento, contribuivano a creare un vero e proprio appuntamento televisivo destinato ad apportare importanti cambiamenti di emancipazione sessuale, già promossi anche da Rita Pavone (basti pensare al film “Rita la Zanzara”) e da Catherine Spaak (in “La voglia matta”)
Con il suo Tuca Tuca, A far l’amore comincia tu, Fiesta, Tanti auguri, ha, infatti, rivoluzionato un clima ancora fortemente influenzato dalla Chiesa e dalla Democrazia Cristiana, promuovendo una direzione di libertà artistica, personale e sessuale.
Il suo carisma e il suo caratteristico taglio di capelli, con il caschetto biondo, è entrato nell’immaginario collettivo e gode di una grande eco ancora oggi tra le tante generazioni, memori di un’icona senza tempo.

La mia carriera è stata un continuo sorprendermi, e questo è il massimo:
gioire di una piccola o di una grande cosa significa vivere.”