di Luca Marrone

Roma. Qualche settimana fa, era stata presentata alla stampa come la commissione parlamentare d’inchiesta  “Orlandi-Gregori-Cesaroni”.

L’intento palesato era dunque quello di impegnarsi nel tentativo di far luce su tre dei più eclatanti casi di cronaca verificatisi a Roma negli ultimi decenni. Nella proposta di legge recepita come testo-base, in realtà, l’unica a essere menzionata era Emanuela Orlandi, una mancanza da colmare subito, si legge sul Corriere della sera, aggiungendo almeno il nome di Mirella Gregori, la 15enne scomparsa il 7 maggio 1983, poco più di un mese prima della cittadina vaticana, di cui si sono perse le tracce il successivo 22 giugno. Com’è noto, si è spesso ipotizzata l’esistenza di un collegamento tra i due episodi.

Secondo la testimonianza di Mehmet Ali Ağca, infatti, la scomparsa delle due ragazze risulterebbe collegata a quella del giornalista sovietico Oleg G. Bitov, avvenuta il 9 settembre dello stesso anno nel corso del Festival del Cinema di Venezia. In più di un comunicato, tra il 1983 e il 1984,  l’organizzazione di estrema destra turca dei Lupi Grigi ha dichiarato di tenere in ostaggio entrambe le ragazze. A quanto affermato da Günter Bohnsack, ex ufficiale della Stasi, gli stessi servizi segreti della Germania Est e quelli bulgari, insieme al KGB sovietico, si sarebbero invece serviti del caso Orlandi (collegandovi anche la vicenda Gregori) per imbastire appunto falsi comunicati di diverse sigle terroristiche (tra cui il Fronte Turkesh, vicino ai Lupi Grigi) al fine di deviare le indagini relative all’attentato a Giovanni Paolo II, orientate sulla pista russo-bulgara.

L’11 luglio 2005, è giunta inoltre una telefonata anonima al programma televisivo Chi l’ha visto?, nella quale si affermava che, per fare luce sul caso di Emanuela Orlandi, sarebbe stato necessario verificare chi era sepolto nella basilica di Sant’Apollinare a Roma e indagare sul “favore che Renatino fece al cardinal Poletti”. “Renatino” si è rivelato essere Enrico De Pedis, uno dei boss della Banda della Magliana. Il 30 giugno 2008, Chi l’ha visto? ha poi trasmesso la versione integrale della telefonata anonima, fino a quel momento rimasta inedita. La voce registrata diceva anche: “E chiedete al barista di via Montebello, che pure la figlia stava con lei… con l’altra Emanuela.” Il bar in questione si rivelò appartenere alla famiglia di un’amica di Mirella Gregori.

Oggi, nel titolo, la legge istitutiva dell’organismo inquirente aggiungerà quindi il nome di Mirella a quello di Emanuela. Ieri mattina, il capogruppo M5s alla Camera, Francesco Silvestri, ha incontrato la sorella maggiore della Gregori, Maria Antonietta, la quale, all’esito del colloquio, ha dichiarato al Corriere: “Sono contenta, l’onorevole Silvestri mi ha assicurato che la commissione d’inchiesta si occuperà a pieno titolo anche di mia sorella e per me, per noi, mio marito e i tre figli, che non hanno mai conosciuto la loro zia, è un grande sollievo. Spero con tutto il cuore che questa iniziativa servirà a ottenere luce e verità sul nostro caso, da sempre considerato di serie B. Come famiglia, usciamo finalmente  dall’ombra.”

Lo stesso Silvestri chiarisce: “La mia proposta di legge per l’istituzione della commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi è stata adottata come testo base. Si compie, dunque, un altro decisivo passo per arrivare finalmente a conoscere la verità su quanto avvenuto. Le famiglie coinvolte e i cittadini hanno il diritto di sapere cosa accadde quarant’anni fa e di ottenere una giustizia per troppo tempo negata, che mortifica la nostra intera comunità.”

I compiti della Commissione – che potrà effettuare indagini con i poteri e le limitazioni dell’autorità giudiziaria – saranno in particolare due: accertare lo svolgimento dei fatti “attraverso la raccolta e la valutazione dei documenti e degli elementi di prova utili a ricostruire la vicenda” e individuare le “criticità e circostanze” che hanno finora determinato la mancata individuazione dei responsabili.

La Commissione opererà per l’intera legislatura e, al termine dei lavori, presenterà una relazione sui risultati dell’inchiesta. Non è escluso che, nel corso delle sedute, si renda necessario prendere in considerazione anche i “cold cases” di  Josè Garramon, Katty Skerl e Alessia Rosati che, secondo le dichiarazioni di Marco Fassoni Accetti, risulterebbero correlati alle vicende Gregori e Orlandi.

Si hanno meno certezze sulla possibilità di estendere l’ambito di indagine all’omicidio di Simonetta Cesaroni, commesso a Roma il 7 agosto 1990, in quanto sia il movente (quasi certamente di natura sessuale) sia il contesto in cui il fatto si è verificato contribuirebbero a differenziarlo dal presunto intreccio politico-complottistico che, fin dal primo momento, in molti ritengono abbia caratterizzato la vicenda Gregori-Orlandi.

La proposta Silvestri prevede che la Commissione si componga di quaranta membri (venti deputati e venti senatori), nominati dai presidenti di Camera e Senato in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari. Il testo-base da discutere prima dell’assenso dell’aula prevede inoltre che non possa essere scelto chi abbia ricoperto “ruoli processuali in relazione ai fatti oggetto dell’inchiesta”. La Commissione sarà convocata “per la costituzione dell’ufficio di presidenza dai presidenti delle due Camere entro dieci giorni dalla nomina dei componenti”, il che potrebbe avvenire già prima dell’estate.