di Luca Marrone
Milano. Boom tra gli adolescenti per l’uso di psicofarmaci a scopo ricreativo. È un nuovo fenomeno di dipendenza, in crescita costante e che sembra riguardi un giovane su dieci.
L’allerta arriva dal XXIV Congresso nazionale della Società Italiana di Neuro-Psico-Farmacologia (Sinpf), apertosi ieri a Milano e Venezia.
A fornire una ricognizione del fenomeno è uno studio ESPAD dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): un aumento che si attesta tra il 15 e il 20 % negli ultimi 5 anni, anche a causa alla facilità di reperimento dei farmaci in questione. Sostanze spesso disponibili in casa (42%), acquistate su Internet (28%), recuperate per strada (22%), sfuggendo in tal modo al controllo di adulti e medici. Nel 2021, a causa della pandemia, si è registrato inoltre un aumento per tutte le tipologie di consumo di psicofarmaci. Consumi che avrebbero superato il 6%, alimentando la dipendenza associata anche agli effetti collaterali di altre sostanze psicoattive (tabacco, benzodiazepine e stupefacenti, energy drink, etc.) nonché lo sviluppo di comportamenti pericolosi.
Farmaci che sembrano costituire un modo incrementare le performance scolastiche e i livelli di attenzione; per migliorare l’aspetto fisico, quando combinati a farmaci dietetici; per potenziare i livelli di autostima, per sentirsi in forma ma anche per migliorare l’umore e il sonno. In molti casi, evidenziano gli esperti, tali farmaci vengono assunti al solo scopo di “sballarsi”. “Per determinati tipi di farmaci come ansiolitici o barbiturici”, affermano, “l’utilizzo è proprio finalizzato alla sregolatezza e a un momento di evasione, spesso consumati insieme ad alcolici o cannabis per aumentarne gli effetti.”
Come riportato da Rai News, sembra che le studentesse utilizzano in percentuale maggiore tutte le tipologie di psicofarmaci prese in esame, con un rapporto di genere minimo pari a 1,8 in relazione ai farmaci per l’attenzione e un rapporto massimo più che triplo (3,4) quando si analizzano quelli per le diete.
I rischi del consumo di psicofarmaci senza prescrizione sono diversi, soprattutto legati alla dipendenza e alle alterazioni comportamentali. La cannabis risulta essere la sostanza più diffusa, seguita dalle “New Psychoactive Substances”, sostanze sintetiche che “mimano” gli effetti di altre sostanze più note.
Secondo il rapporto della Sinpf, il 18% degli studenti ha inoltre utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso del 2021, il 2,8% ne ha fatto un uso frequente e quasi il 10% è “poliutilizzatore”, con almeno due sostanze negli ultimi 12 mesi.
“Gli psicofarmaci, insieme ad un percorso terapeutico a 360 gradi”, affermano gli psichiatri “sono fondamentali per curare le malattie mentali anche nei giovani e nei giovanissimi. Molte patologie curate per tempo nei giovani, garantiscono loro un futuro. Se questi farmaci sono invece usati con modalità non corrette possono avere ripercussioni negative.”
Da qui la necessità, sostengono, di promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione, nonché iniziative educative, anche con il coinvolgimento delle Istituzioni: dalla scuola, alla classe medica, dai medici di medicina generale alle famiglie.
Foto: Ansa.
