di Luca Marrone

Roma. Si è spento all’età di 95 anni Benedetto XVI, 265mo Papa della Chiesa cattolica, dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013.

Le condizioni di Joseph Ratzinger si erano aggravate con l’avanzare dell’età. Papa Francesco aveva invitato a pregare per lui e si era recato, per salutarlo, al monastero Mater Ecclesiae, dove Ratzinger viveva dal 2013. Dalla mattina di lunedì, il corpo del Papa emerito sarà nella Basilica di San Pietro per il saluto dei fedeli.  I funerali saranno celebrati giovedì 5 gennaio, alle 9.30, in Piazza San Pietro e saranno presieduti da papa Francesco. “Assecondando il desiderio del Papa emerito, i suoi funerali si svolgeranno nel segno della semplicità. Saranno solenni ma sobri”, ha affermato il portavoce vaticano. “La richiesta esplicita da parte del Papa emerito è che tutto fosse all’insegna della semplicità, per quanto riguarda i funerali, i riti, i gesti di questo tempo di dolore”, ha aggiunto.

“Io vivo questo tempo con grandissima serenità perché penso che lui l’abbia vissuto così dopo una lunga e attenta, preparazione nella fede e nell’incontro quotidiano con il Signore. Ha vissuto questo momento con grandissima preghiera.” Questo il commento di padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione pontificia Joseph Ratzinger, sentito da Askanews. L’ex direttore della Sala stampa vaticana, che ha seguito tutto il pontificato di Papa Benedetto XVI ha aggiunto: “Anche negli ultimi tempi, dopo le accuse venute dalla Germania, aveva dichiarato di sapere molto bene di essere nell’imminenza del suo incontro definitivo con il Signore che gli diceva di non temere. Per me è stato un grande uomo di fede e per la Chiesa intera, perché ha sostenuto i fedeli nella fede.”

“Parlando della gentilezza, in questo momento, il pensiero va spontaneamente al carissimo Papa emerito Benedetto XVI, che questa mattina ci ha lasciato. Con commozione ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile. E sentiamo nel cuore tanta gratitudine: gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata. Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa”. Così papa Francesco durante il Te Deum.

“La morte del Papa emerito Benedetto XVI è un lutto per l’Italia. La sua dolcezza e la sua sapienza hanno beneficato la nostra comunità e l’intera comunità internazionale. Con dedizione ha continuato a servire la causa della sua Chiesa nella veste inedita di Papa emerito con umiltà e serenità. La sua figura rimane indimenticabile per il popolo italiano. Intellettuale e teologo ha interpretato con finezza le ragioni del dialogo, della pace, della dignità della persona, come interessi supremi delle religioni. Con gratitudine guardiamo alla sua testimonianza e al suo esempio”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il 19 aprile 2005, Joseph Ratzinger fu eletto Papa e scelse il nome di Benedetto XVI. Proveniva da una famiglia comune, con il papà poliziotto e la mamma cuoca, la quale ben presto lasciò il lavoro per dedicarsi alla famiglia. Era nato a Marktl am Inn, nel cuore della cattolicissima Baviera, il 16 aprile 1927.

Grande studioso, fine teologo, uomo timido e riservato e amante della musica, sembrava non essere destinato a un ruolo di guida di tale portata. Fin dai tempi della Congregazione per la Dottrina della Fede era divenuto uno dei punti di riferimento per la Chiesa nel mondo. Chiunque lo ha conosciuto da vicino riferisce della sua grande capacità di ascolto, mantenuta anche negli anni successivi alla rinuncia al pontificato, con il monastero Mater Ecclesiae divenuto punto di riferimento per tutti coloro che erano alla ricerca di un consiglio, di una parola, di una benedizione.

Maestro nel predicare in modo accessibile anche sui temi più complessi, in circa otto anni di pontificato ha incontrato milioni di persone, ha compiuto decine di viaggi internazionali e in Italia, ha scritto encicliche ponendo al centro l’amore e la speranza. Ha rilanciato e rinnovato la dottrina sociale della Chiesa, conferendole una maggiore aderenza all’epoca della globalizzazione, della crescita della povertà, del relativismo e dell’imperversare dell’effimero.

Assai numerose le sue pubblicazioni, tra cui il Gesù di Nazareth in tre volumi, un ritratto capace di evidenziare come la fede non sia un elenco di proibizioni ma soprattutto un rapporto di amicizia con Dio.

Nel corso del suo pontificato, Benedetto XVI ha posto l’attenzione sui temi della povertà e dell’Africa, dei giovani, dell’ecumenismo e dell’annuncio della fede ad un mondo ormai secolarizzato. Ed è lui che ha voluto intraprendere la lotta contro la pedofilia nella Chiesa. Nel 2005, quando era ancora cardinale (ma di lì a poco giorni sarebbe succeduto a Giovanni Paolo II), nelle meditazioni della Via Crucis al Colosseo, ha detto senza mezzi termini: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!”

Tornando alle sue origini, dopo i primi anni a Marktl, trascorse l’adolescenza a Traunstein. Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale era stato arruolato nei servizi ausiliari antiaerei, mentre era stato iscritto d’ufficio alla Gioventù hitleriana. Uno “status” che gli costò accuse e critiche, pur trattandosi di una condizione “normale” e inevitabile nella Germania di quegli anni problematici.

Ordinato sacerdote il 29 giugno 1951, conseguì il dottorato di ricerca in teologia con una tesi su sant’Agostino e fu abilitato alla docenza con uno studio su san Bonaventura. Ha insegnato in diverse università della Germania: a Frisinga, Bonn, Muenster, Tubinga e Ratisbona. E’ stato anche tra gli esperti che hanno affiancato i vescovi nel Concilio Vaticano II. Nel 1977, Paolo VI lo ha nominato arcivescovo di Monaco e il 27 giugno lo ha creato cardinale.

Ha partecipato ai conclavi che, nel 1978, hanno portato all’elezione di Papa Luciani e Papa Wojtyla. Nel 1981, Giovanni Paolo II lo ha nominato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. E’ stato inoltre presidente della commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica, vice decano e poi decano dei cardinali.

Eletto Papa al quarto scrutinio il 19 aprile del 2005, l’11 febbraio del 2013 ha adottato, a sorpresa, la decisione di lasciare il Pontificato. Per trovare precedenti di una scelta tanto clamorosa, è necessario risalire a Gregorio XII, il 4 luglio 1415 e ancora prima, a Celestino V, il 13 dicembre 1294.

Joseph